Latiano, blitz antiterrorismo dei Carabinieri del ROS: arrestato 30enne palestinese. Video
Un imponente blitz dei Carabinieri, a Latiano nel brindisino, all’arresto di un 30enne palestinese, rifugiato politico e residente in Italia da circa un anno e mezzo. L’accusa è di istigazione a commettere delitti di natura terroristica, aggravata dall’uso di strumenti informatici. Contestualmente, è stata eseguita una perquisizione nei confronti di un connazionale di 25 anni, indagato a piede libero per la stessa ipotesi di reato.
L’operazione, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce ed eseguita dai Carabinieri del ROS, ha visto l’impiego di circa quaranta militari, supportati dal Comando provinciale di Brindisi, dal GIS, dal VI Nucleo Elicotteri di Bari e dalle unità cinofile. Un elicottero ha sorvolato la zona mentre i militari armati e incappucciati facevano irruzione nell’abitazione del giovane, in via Francesco D’Ippolito, sfondavano la porta d’ingresso.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, tutto è iniziato nell’aprile 2025, quando la stazione dei Carabinieri di Latiano ha segnalato un profilo social riconducibile all’indagato, sul quale venivano pubblicati foto, video e commenti sul conflitto israelo‑palestinese. Il monitoraggio del ROS avrebbe poi documentato un progressivo processo di radicalizzazione, con il passaggio da contenuti di solidarietà verso la causa palestinese a espressioni di adesione alla retorica jihadista.
Sarebbero state rilevate inoltre le “manifestazioni di apprezzamento verso azioni terroristiche, glorificazione del martirio e legittimazione della violenza indiscriminata”, diffuse quotidianamente tramite diverse piattaforme digitali. Pur non emergendo elementi che colleghino formalmente gli indagati a organizzazioni terroristiche strutturate, gli investigatori ritengono che i due fossero inseriti in una rete informale di propaganda jihadista online.
Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e, come previsto dalla legge, tutti i soggetti coinvolti devono considerarsi presunti innocenti fino a sentenza definitiva.
La notizia ha sorpreso chi conosceva il giovane arrestato descritto come “schivo, educato e dedito al lavoro”.

