L’arte della gioia: la miniserie TV targata Sky Original dal romanzo di Goliarda Sapienza
Un manoscritto chiuso in una cassapanca per vent’anni, rifiutato più e più volte dalle case editrici, e una scrittrice troppo sopravvalutata nel luogo in cui vive, fino a un successo postumo: è la storia di “L’arte della gioia”, di Goliarda Sapienza, e di quello che, ancora oggi, non è ancora completamente evidente.
Il personaggio di Modesta la accompagna per una vita, fino alla sua morte. Modesta, però, continuerà a vivere da sola, adesso anche grazie a una nuova miniserie TV targata Sky Original diretta da Valeria Golino.
Modesta è una bambina, e una ragazza poi, troppo intelligente e curiosa, alla costante ricerca di quell’arte della gioia che vorrebbe in ogni cosa. La sua energia viene rinchiusa più e più volte, in un ripostiglio prima e nella fede forzata di un convento di suore poi. Diventa la protetta di Madre Leonora, interpretata da Jasmine Trinca, ma il legame verso la Superiora diventa spesso motivo di dubbio verso quel Dio che non è sicura esista, almeno non nel modo in cui gliene parlano.
L’interpretazione, i costumi, la regia rendono “L’arte della gioia” una serie da non sottovalutare, così come il romanzo originario. Le parole di Goliarda vengono rispettate, maneggiate con cura, e il personaggio di Modesta è cucito addosso a Tecla Insolia.
Modesta è un personaggio ribelle, sensuale, erotico, che non vuole schemi in un mondo che vuole imporgliene a tutti i costi. Modesta è Goliarda, e Goliarda è Modesta. E in un mondo di limiti, di rigidità, di etichette, un personaggio come lei è ancora attuale. Nella sua irrequietezza, nella sua seduzione, nella sua spregiudicatezza.
È ciò di cui avevamo bisogno, in ogni secolo storico.
Asia Pichierri

