Invalidità accertata dal giudice vale per l’Assegno di inclusione: decisione storica a Taranto
Il Tribunale di Taranto, Sezione lavoro, ha disposto il ripristino immediato dell’Assegno di inclusione in favore di una cittadina alla quale l’Inps aveva negato la prestazione per presunta decadenza dal beneficio. L’ordinanza, firmata dal giudice del lavoro Lorenzo De Napoli, assume un rilievo nazionale: secondo i legali che hanno seguito il caso, si tratta del primo provvedimento in Italia che riconosce il diritto all’Assegno di inclusione sulla base di un’invalidità civile accertata successivamente in sede giudiziaria, anche se maturata nell’ambito di un procedimento avviato per una diversa prestazione.
L’Inps aveva negato la prosecuzione dell’Assegno di inclusione sostenendo che il requisito della “disabilità media” non potesse essere riconosciuto sulla base dell’invalidità civile accertata dal Tribunale in un momento successivo e nell’ambito di un procedimento sanitario avviato per altre finalità.
Il giudice non ha condiviso questa interpretazione. Nell’ordinanza, infatti, viene evidenziato come il decreto di omologa dell’accertamento tecnico preventivo avesse riconosciuto alla ricorrente un’invalidità civile non inferiore al 67%, soglia prevista dalla normativa per accedere alla misura di sostegno. Da qui la decisione di ordinare all’Inps il ripristino urgente dell’Assegno di inclusione e il pagamento dei ratei non corrisposti dal febbraio 2026, oltre alla condanna dell’Istituto alla rifusione delle spese di causa.
A seguire la vicenda sono stati gli avvocati Silvia Torsella e Giuseppe Altamura.
«Questa ordinanza affronta una questione di grande rilievo – spiega l’avvocato Giuseppe Altamura – perché riconosce che l’invalidità accertata in sede giudiziaria produce effetti anche ai fini dell’Assegno di inclusione, indipendentemente dal fatto che il procedimento sanitario sia nato per ottenere un’altra prestazione. Per quanto ci risulta, è il primo caso in Italia su questo specifico principio».
Altamura sottolinea inoltre un aspetto procedurale: «Alla luce delle modifiche introdotte dalla riforma Cartabia, il provvedimento d’urgenza ex articolo 700 c.p.c. mantiene la propria efficacia anche senza la successiva instaurazione del giudizio di merito».
Sulla vicenda interviene anche Gennaro Oliva, coordinatore territoriale della UIL Taranto: «La decisione del Tribunale è di straordinaria importanza. Siamo davanti, per quanto ci risulta, al primo caso in cui viene riconosciuto il diritto all’Assegno di inclusione attraverso un accertamento dell’invalidità civile ottenuto in sede giudiziaria. Una pronuncia che può diventare un punto di riferimento per tantissimi cittadini in condizioni di fragilità, spesso penalizzati da interpretazioni restrittive».
Oliva aggiunge: «Questa vicenda dimostra quanto sia fondamentale garantire un sistema di protezione sociale realmente vicino alle persone. La burocrazia non può trasformarsi in un ostacolo per chi ha bisogno di sostegno. Come UIL Taranto continueremo a essere al fianco dei cittadini affinché i diritti riconosciuti dalla legge trovino piena applicazione».
La decisione del Tribunale di Taranto va oltre il singolo caso: introduce un principio interpretativo che potrebbe incidere su numerosi procedimenti analoghi in tutta Italia. Il riconoscimento dell’invalidità giudiziale come requisito valido per l’Assegno di inclusione apre infatti la strada a nuove tutele per i cittadini che si trovano a dover dimostrare condizioni di fragilità spesso già accertate, ma non riconosciute dall’ente previdenziale.
