Inflazione e caro-carburante, Confesercenti Taranto: «Servono interventi urgenti per imprese e famiglie»
Inflazione e aumento dei costi energetici stanno alimentando la preoccupazione tra le imprese del territorio tarantino. A lanciare l’allarme è Francesca Intermite, presidente di Confesercenti Casaimpresa Taranto, che chiede al Governo misure urgenti per sostenere le attività economiche e tutelare il potere d’acquisto delle famiglie.
Secondo quanto evidenziato dall’associazione, l’inflazione, indicata al 4,2%, insieme all’aumento dei prezzi dei carburanti, sta incidendo sui consumi e sui costi di gestione delle micro, piccole e medie imprese.
«Il carburante è il motore della nostra economia – dichiara Francesca Intermite – e i rincari vertiginosi di diesel e benzina stanno travolgendo comparti strategici, dal commercio al turismo».
L’aumento dei costi, sottolinea Confesercenti, riguarda sia gli spostamenti quotidiani di titolari e dipendenti sia, soprattutto, la logistica e il trasporto delle merci. Una situazione che, secondo l’organizzazione, rischia di comprimere ulteriormente i margini delle attività.
Per affrontare l’emergenza, Confesercenti Casaimpresa Taranto propone al Governo una serie di interventi. Tra le richieste figura una moratoria straordinaria sui finanziamenti, con la sospensione del pagamento delle quote capitale di mutui e finanziamenti bancari per le PMI dei settori maggiormente interessati dal caro-carburante.
L’associazione chiede inoltre la proroga e la rateizzazione delle scadenze fiscali, attraverso il differimento dei versamenti tributari autunnali e l’introduzione di piani di rateizzazione straordinari, senza sanzioni o interessi di mora.
Sul fronte dei carburanti, Confesercenti sollecita invece un taglio delle accise e il potenziamento dei crediti d’imposta destinati a coprire i costi di trasporto e logistica delle aziende non industriali.
La presidente Intermite guarda anche alle recenti iniziative sul prezzo dei carburanti, giudicando il tetto temporaneo alla pompa introdotto da alcune compagnie petrolifere come un possibile aiuto per gli utenti, ma non sufficiente a risolvere una situazione che l’associazione considera strutturale.
«La scelta di fissare un price cap sul carburante – conclude Intermite – è sicuramente un aiuto per gli utenti, ma si tratta di un palliativo temporaneo».
Secondo Confesercenti, le tensioni sui prezzi sono inserite in un quadro più ampio, condizionato anche dalle tensioni geopolitiche e dai conflitti internazionali. Da qui la richiesta al Governo di intervenire con misure strutturali per sostenere la liquidità delle imprese e contenere l’impatto dell’aumento dei costi sui bilanci delle famiglie.

