Incidente mortale all’ex Ilva di Taranto, sequestrata l’area: sciopero di 24 ore dei sindacati. Le reazioni

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Un operaio dell’indotto ex Ilva ha perso la vita in un grave incidente sul lavoro avvenuto nello stabilimento siderurgico di Taranto. La vittima è Loris Costantino, 36 anni, residente a Talsano, dipendente della ditta di pulizie Gea Power che opera in appalto all’interno del sito industriale.

L’uomo è precipitato da un’altezza di circa 10 metri da un piano di calpestio nel reparto Agglomerato. L’area in cui si è verificato l’incidente, secondo quanto emerso, fa parte di una zona dismessa del siderurgico. Inutili i soccorsi: trasportato d’urgenza all’ospedale Santissima Annunziata, l’operaio è deceduto poco dopo il ricovero a causa delle gravi ferite riportate.

La Procura di Taranto ha disposto il sequestro dell’area teatro dell’incidente e sul corpo dell’operaio sarà eseguita l’autopsia. La procuratrice Eugenia Pontassuglia ha aperto un fascicolo per omicidio colposo a carico di persone da identificare, per accertare eventuali responsabilità e chiarire la dinamica dei fatti. 

Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria nell’esprimere profondo cordoglio per la tragica scomparsa del lavoratore,  ha comunicato che sono state immediatamente avviate tutte le verifiche necessarie per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto e ribadisce la piena collaborazione con le autorità competenti, “al fine di mettere a disposizione ogni elemento utile all’accertamento dei fatti”.

La tragedia ha provocato immediate reazioni sindacali. Le sigle Fim, Fiom, Uilm e Usb hanno occupato la Direzione aziendale dello stabilimento e proclamato 24 ore di sciopero, articolate su tre turni, a partire dalle 12.30 di oggi.

In una nota congiunta, la Cisl e la Fisascat Cisl territoriali hanno espresso “sgomento e dolore per l’ennesima tragedia sul lavoro a Taranto”. I segretari generali Luigi Spinzi e Maria Scala Vinci hanno manifestato solidarietà e vicinanza alla famiglia di Costantino, chiedendo che vengano accertate al più presto le responsabilità. “È inaccettabile – dichiarano – che si operi in un sistema produttivo pesante e ad alto rischio ambientale, sanitario e industriale come l’ex Ilva con garanzie di controllo e sicurezza credibilmente insufficienti”. I sindacati sottolineano la necessità di una strategia condivisa tra parti sociali, Governo e istituzioni in materia di prevenzione, con risorse certe e responsabilità chiare, dichiarando di condividere le ragioni dello sciopero proclamato nello stabilimento ionico.

Durissimo anche il comunicato dei segretari generali di Cgil e Uil Taranto, che chiamano in causa direttamente il Governo: “Si assuma la responsabilità di dire la verità di fronte all’ennesimo lutto di una famiglia e di una comunità esasperata. Certifichi che lo stabilimento è sicuro attraverso i commissari straordinari”. I sindacati denunciano da tempo le criticità degli impianti e la carenza di manutenzioni ordinarie e straordinarie, segnalate più volte anche ai tavoli ministeriali. “Lo stabilimento cade a pezzi – affermano – mentre si continua a discutere del futuro con potenziali acquirenti. Come si può parlare di futuro se il presente è fatto di pericoli continui sul luogo di lavoro?”.

Dure anche le reazioni della Filcams Cgil.

“In quella fabbrica non c’era un solo lavoratore a rischio, ma 56. Cinquantasei potenziali vittime costrette ogni giorno a salire fino a 15 metri per percorrere una passerella e pulire un nastro dell’agglomerato con un aspiratore. Oggi è caduto Loris, ma poteva essere uno qualsiasi di loro. Non è stata fatalità: è menefreghismo”, afferma Daniele Simon, segretario generale della FILCAMS CGIL di Taranto, che rappresenta parte dei lavoratori dell’appalto ex Ilva nel settore multiservizi. “Non parliamo di un rischio inevitabile in una fabbrica enorme – aggiunge – ma di scelte e ostinazioni che finiscono per costare la vita a un lavoratore, lasciando due figli senza padre”.

Per Barbara Neglia, segretaria regionale della FILCAMS CGIL Puglia, “lo sciopero non è la risposta definitiva, ma è l’unica forma rimasta per gridare una rabbia senza più limiti. Da tempo denunciamo, a tutti i livelli, la pericolosità di uno stabilimento arrugginito e fatiscente, restando inascoltati. Oggi registriamo un dramma che ha responsabilità precise”.

La Filcams ha aderito allo sciopero di 24 ore proclamato insieme alle categorie metalmeccaniche ed edili, rilanciando la richiesta di interventi urgenti su sicurezza, manutenzioni e condizioni di lavoro all’interno del siderurgico tarantino.

Anche l’Usb interviene dopo la tragedia di Taranto, collegando l’incidente alla situazione di precarietà negli impianti siderurgici.

“Quello che è accaduto oggi, a soli sei settimane dall’ultimo incidente mortale nello stabilimento tarantino, con evidenti elementi comuni, dimostra la fatiscenza degli impianti e la mancanza di interventi efficaci da tempo. Una situazione di estrema precarietà che mette quotidianamente a rischio la vita dei lavoratori, soprattutto quelli dell’appalto, come Loris Costantino, l’anello più debole della catena”, dichiara l’Usb.

Per protestare contro le condizioni di sicurezza negli stabilimenti, il sindacato ha proclamato uno sciopero di 24 ore domani, martedì 3 marzo, nei siti del gruppo Acciaierie d’Italia di Genova, Novi Ligure e Racconigi. L’Usb sottolinea inoltre l’urgenza dell’incontro convocato a Palazzo Chigi per giovedì prossimo, ritenuto “più che mai necessario” per affrontare la sicurezza nei luoghi di lavoro.

 

La morte di Loris Costantino riaccende così i riflettori sulle condizioni di sicurezza all’interno del polo siderurgico tarantino e sulle responsabilità legate alla gestione degli impianti e degli appalti.