Ilva. Uil: “Indagare sul sistema dell’appalto e dare garanzie ai lavoratori”

“Sono trascorse quasi due settimane dalla tragica morte di Giacomo Campo, l’operaio dell’appalto travolto da un rullo nello stabilimento Ilva di Taranto: al di là delle inchieste della magistratura e di qualche polemica politica, è giunto il momento di interrogarsi seriamente su interventi e misure da mettere in campo per evitare nuovi, drammatici accadimenti”.

Aldo Pugliese, Segretario generale della UIL di Puglia, ricorda, infatti, come “il lavoratore deceduto sul nastro trasportatore dello stabilimento siderurgico appartenesse a un’impresa, la Steel Service, che annovera circa 190 dipendenti e che, assieme ad altre aziende dedite alle pulizie industriali come la Semat o la Semat Engineering, fanno parte del gruppo bresciano Trombini, da oltre vent’anni – ovvero dai tempi della gestione Riva – nell’appalto, un chiaro segnale di continuità con un passato nefasto per l’Ilva. Ebbene, vien da chiedersi come sia possibile che un’azienda con così tanta esperienza nell’appalto e nei meccanismi dell’Ilva potesse mandare letteralmente allo sbaraglio un suo lavoratore, senza alcuna misura di sicurezza idonea al servizio da svolgere”.

La responsabilità, secondo Pugliese, “è in gran parte dell’Ilva, dei commissari che in tanti anni, ormai, non hanno mai indagato sulle aziende dell’appalto, permettendo di fatto simili nefandezze, che hanno provocato morti e incidenti gravi. Non è concepibile che di fronte alle denunce di scarsa di sicurezza sul lavoro da parte dei lavoratori dipendenti dell’Ilva, si demandi tutto alle aziende dell’appalto, per giunta senza accertarsi che i lavoratori dell’appalto lavorino, effettivamente, in sicurezza. E’ un sistema che va sviscerato fino in fondo, scardinato e riorganizzato, prima che l’ennesima disgrazia torni a occupare le prime pagine dei giornali, in buona compagnia delle solite frasi fatte e degli annunci da copertina”.

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