Ilva. Confermato il sequestro dell’ altoforno 2

L’altoforno 2 dell’Ilva di Taranto rimane sotto sequestro. Nella tarda mattinata di oggi i Carabinieri del Reparto Operativo del Comando Provinciale e personale Spesal dell’A.S.L. di Taranto hanno notificato l’ordinanza con cui il G.i.p. del Tribunale di Taranto, Martino Rosati, ha convalidato il sequestro preventivo d’urgenza, senza facoltà d’uso, disposto dal sostituto procuratore Antonella De Luca, titolare dell’inchiesta sulla morte di Alessandro Morricella in cui sono indagate dieci persone.

L’operaio, 35enne originario di Martina Franca, l’8 giugno scorso venne investito da un getto di ghisa incandescente rimanendo gravemente ustionato sul 90% del corpo. Morì quattro giorni dopo a Bari.

Il Magistrato ha ritenuto che, in attesa di conoscere le cause del grave infortunio sul lavoro, nel dubbio di un malfunzionamento degli apparati di segnalazione di anomalie, l’impianto non sia sicuro e metta a rischio la vita degli operai.

Già nei giorni scorsi per l’Afo era cominciata la procedura di spegnimento, un processo lungo e delicato da effettuare seguendo dettagliati protocolli operativi. Ora saranno i vertici dello stabilimento a decidere se proseguire l’attività con un solo altoforno, il numero 4, o se, per ragioni di sicurezza, fermare, per la prima volta, l’intero ciclo produttivo.

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