Il valore del lessico: il Certame che restituisce dignità alla lingua italiana
Il Certame sul lessico della lingua italiana, promosso dall’II.SS. Luigi Einaudi con il Dipartimento di Studi Umanistici – Unisalento e l’Accademia della Crusca, ha coinvolto, in due pomeriggi distinti, gli studenti delle classi terze della Scuola Secondaria di I° e gli studenti delle classi quinte della Scuola Primaria.
Le prove del Certame sul lessico della lingua italiana, che hanno regalato momenti di forte emozione non solo durante lo svolgimento delle stesse ma soprattutto durante la premiazione, hanno trasformato la scuola in un laboratorio di riflessione e di crescita, all’interno del quale posizionare parole che, attraverso un proprio valore e significato, potessero restituire un senso appropriato a un concetto della lingua troppo spesso, ultimamente, depauperato della sua importanza.
Le origini della lingua italiana affondano radici nel periodo del neolatino. L’evoluzione del latino volgare, che segna quella letteraria della lingua italiana avvenuta nel XIII secolo, trova massima espressione nella Scuola Siciliana alla corte di Federico II, che diede un forte impulso proprio alla poesia in volgare. Successivamente ci fu l’inizio di una corposa tradizione letteraria che si sviluppò con Dante, Petrarca e Boccaccio. L’italiano moderno, ad esempio, si basa principalmente sul volgare toscano del Trecento, riconosciuto, alla fine, come lingua standard. Ma la società odierna, ben lontana dal celebrare quotidianamente un primato così importante, sembra invece preferire modalità “più veloci” che nulla hanno a che fare con una scrittura attenta e ricercata.
Almeno nell’ultimo decennio, il preoccupante fenomeno del depauperamento della lingua italiana denota un vocabolario molto povero, con grande difficoltà, da parte dei ragazzi, a comprendere e analizzare i testi, non avendo né capacità di elaborazione né di sintesi. I test di prova INVALSI, che sostanzialmente sono test nazionali somministrati periodicamente agli studenti italiani per misurare i livelli di apprendimento in italiano, matematica ed inglese, introdotti qualche anno fa, dimostrano come si abbia a che fare con un analfabetismo funzionale: se si sa leggere e scrivere, si hanno difficoltà a comprendere un testo più articolato e più complesso, portando a una limitazione di comprensione, analisi e sintesi.
Così il Certame, momento di forte impatto ed effetto perché la competizione “lessicale” impone una consolidata conoscenza della lingua italiana e del suo lessico, ha fatto vibrare le penne di quasi trecento ragazzi che, tra ansie e speranze, hanno restituito dignità al patrimonio linguistico del nostro Paese. Gli Istituti Scolastici di Manduria, Avetrana, San Marzano, Sava, Fragagnano, Torricella-Maruggio, Torre Santa Susanna-Erchie, Monteparano, Lizzano, Ginosa e Castellaneta hanno fornito abili menti per un percorso tanto audace quanto pieno di positivo spirito di sfida.
E la premiazione è arrivata puntuale ed inaspettata per alcuni studenti Junior – V Primaria, con il 1° classificato Massafra Davide (ICS “Casalini” San Marzano); 2° classificato Saracino Samuele (ICS “Morleso” Avetrana); 3° classificato ex aequo Malagnino Mattia (IC “Del Bene” Maruggio) e Doria Sara (IC “Michele Greco” Manduria). I vincitori Senior – 3ª media hanno visto, invece, il 1° classificato con Romano Giulia (I.C. “Calò Deledda Bosco” Ginosa); 2° classificato con Caniglia Isabella (I.C. “Prudenzano-Fermi” Manduria) e il 3° classificato Malagnino Flavio (I.C. “Prudenzano-Fermi” Manduria).
Lo studio del lessico della lingua italiana, che dovrebbe avere inizio già dai più bassi gradi dell’istruzione come infanzia e primaria, dimostrerebbe quanto, in età adulta, diventi l’unico strumento capace di smuovere menti, acquisire una capacità di elaborazione e successivamente una opportuna competenza di linguaggio.
La frequenza altissima con la quale si muove la società moderna impone tempi veloci e preordinati, ai quali è impossibile sfuggire. Lo studio resta l’unico strumento per approfondire la conoscenza della lingua italiana e formare una comunità alfabetizzata e preparata, fornendo strumenti speculari per un fortunato sbocco professionale che, animato da una piena consapevolezza dell’individuo, può solo essere paniere di soddisfazioni e certezze.
Francesca Rita Nardelli

