Il TEATRO DEI LUOGHI abita nuovi spazi urbani dal Cimitero Monumentale di Lecce al Convitto Palmieri
NEPHESH una drammaturgia sonora tra tombe e lapidi, iscrizioni IL CORPO DELLA LOTTA, tra teatro e scultura la performance di Carlotta Viscovo ECO LIQUIDO, melodie tra pianoforte e cajon
Mercoledì 23 luglio segna un nuovo momento di scoperta nel cuore del Teatro dei Luoghi, quando la città si apre a tre spettacoli distinti, ciascuno pensato per un ambiente peculiare, capace di amplificare la forza espressiva delle performance.
Questo giorno rappresenta molto più di una semplice successione di eventi teatrali: è un viaggio esperienziale attraverso spazi che diventano drammaturgia. I luoghi non fanno da sfondo, ma partecipano attivamente alla costruzione di senso, rendendo ogni spettacolo irripetibile, radicato nel qui ed ora. Lecce si trasforma così in palcoscenico diffuso, in cui ogni sito coinvolto restituisce nuovi livelli di significato alla performance che ospita.
Il Teatro dei Luoghi, fin dalla sua nascita, ha fatto di città e paesi i protagonisti: non solo contenitori, ma organismi vivi in grado di dialogare con il teatro contemporaneo. Il 23 luglio questo principio si manifesta con chiarezza. Gli spazi scelti, sono tessuti scenico.
Non si tratta solo di assistere agli spettacoli, ma di vivere una forma di scoperta: di luoghi poco attraversati, di linguaggi poco codificabili, e soprattutto di un sé in relazione allo spazio. Il pubblico è chiamato non a osservare, ma a immergersi, a farsi parte del rito teatrale. Non semplicemente “un giorno del festival”, ma un nodo tematico cruciale, in cui l’idea stessa di teatro come evento site-specific si afferma con forza.
Attesissimo NEPHESH di A. Renda/ Albe, Ravenna Teatro in scena da mercoledì 23 luglio alle ore 18.45 – giovedì 24 e venerdì 25 luglio con doppia replica alle ore 6.45 del mattino e alle ore 18.45. Una drammaturgia sonora in cuffia che accompagna i presenti tra tombe e lapidi, iscrizioni, polvere e ombre. Non una visita guidata, ma un tempo di ascolto per riflettere sui legami che uniscono le persone e la memoria. affonda in una ritualità laica e collettiva, dove il pubblico cammina, ascolta, partecipa. Che relazione abbiamo con il nostro corpo e la natura, la nostra immagine e gli oggetti, il tempo e la paura del vuoto? Quando varchiamo la soglia di un cimitero cosa cerchiamo di vivo tra i morti? Cosa resta dopo la morte? Il tentativo di aprire un varco tra coloro che ci hanno preceduto, noi stessi e coloro che verranno dopo di noi, per apprezzare a pieno il tempo che abbiamo e le relazioni che coltiviamo, svelare il mistero della morte attraverso la capacità di integrarla con la vita. L’appuntamento è realizzato in collaborazione con il Comune di Lecce – Assessorato affari generali, servizi cimiteriali. Si ringrazia RIZZATO FIORI.
Alle ore 21.15 il Festival si sposta nel chiostro del Convitto Palmieri con IL CORPO DELLA LOTTA, una performance intensa e stratificata, ideata e interpretata da Carlotta Viscovo, con la partecipazione dello scultore Ettore Greco, che affianca l’attrice in scena dando vita a un dialogo silenzioso ma profondamente eloquente tra corpo e materia.
Al centro della creazione vi è una domanda essenziale: che cosa significa lottare, e in che modo il corpo può farsi portatore e custode di quella lotta? Viscovo esplora questa tensione attraverso una drammaturgia che unisce parola, gesto e relazione plastica.
Il corpo diventa veicolo espressivo e scultoreo, attraversato da impulsi fisici ed emotivi, da memorie, dolori, contraddizioni e desideri. È un corpo che resiste, che si trasforma, che chiede di essere visto e ascoltato. Accanto a lei, Ettore Greco lavora la creta, disegna o modella materiali plastici in tempo reale, rispondendo istintivamente ai movimenti, ai ritmi e agli slittamenti emotivi della performer. La scultura nasce davanti allo spettatore come traccia, come impressione viva della lotta che si consuma in scena.
L’opera trae ispirazione, tra le altre fonti, dalla figura di Camille Claudel e dalla sua relazione conflittuale e appassionata con Auguste Rodin. Ma lo sguardo della performance si estende oltre il dato biografico per interrogare, più ampiamente, il rapporto tra artista e sistema, tra creatività e subordinazione, tra desiderio e riconoscimento. In questo intreccio di riferimenti e materiali emerge la figura di una donna-artista che lotta per affermare la propria voce in uno spazio dominato da logiche che vorrebbero silenziarla o ridurla a musa, amante, modello.
Lo spettacolo si sviluppa come un rito percettivo in cui lo spettatore non è semplice osservatore, ma presenza attiva nello spazio performativo. Invitato a muoversi liberamente intorno alla scena, può cambiare punto di vista, avvicinarsi, scegliere dove posare lo sguardo. Ogni rappresentazione si trasforma così in un’esperienza unica, influenzata dallo spazio che la ospita e dalla relazione mutevole tra corpo e materia, tra parola e gesto, tra artista e pubblico. Ne emerge un’opera che è insieme installazione, azione performativa e atto politico. Il corpo della lotta è un’indagine profonda e carnale sulla creazione come gesto di resistenza e sulla presenza femminile come spazio di conflitto e affermazione. È un lavoro che tocca corde intime e collettive, in cui il corpo non rappresenta la lotta: è la lotta. Una materia viva che si confronta, si scolpisce, si espone, si trasforma.
La serata si conclude alle 22.30 nell’Ortale di Koreja con ECO LIQUIDO, un dialogo musicale intimo che prende vita tra il ritmo del cajon e le melodie del pianoforte. Due strumenti che si intrecciano in un’unica trama sonora, per attraversare paesaggi interiori in continua evoluzione.

