Il Sum Sum Fest a Manduria: festival dell’accoglienza e del dialogo che abbraccia i popoli ed abbatte i confini

Condividi

Anche per quest’anno il Sum Sum Fest, ha registrato interesse e partecipazione. Dopo gli appuntamenti passati, la tre giorni di dicembre nelle date del 12-13-14, organizzata presso l’Ex Monastero delle Servite, ha messo in evidenza l’importanza di quanto la cultura, intesa come condivisione di ricchezze, sia estremamente importante.

Il progetto, dedicato a terre, popoli e culture, ha trasformato Manduria in un laboratorio di dialogo, incontro e convivialità attraverso musica, cinema, cibo e momenti di confronto pubblico.  L’evento è stato patrocinato dal Comune di Manduria, realizzato grazie al sostegno della Regione Puglia ed al contributo di Cooperativa Rinascita – Progetto SAI Manduria.

Venerdì 12 dicembre, la tavola rotonda “Autoimprenditorialità e politiche abitative. Storie di successo e opportunità”, ha lanciato il tema fisso che ad ogni appuntamento viene sviluppato. Sono intervenuti Fabiana Rossetti, Assessora alle Politiche Sociali della Città di Manduria, Valentina Romano, Direttrice del Dipartimento Welfare della Regione Puglia, Tullio Mancino, Direttore Confcommercio Taranto, Paola Palummieri, Psicologa e Psicoterapeuta del progetto SAI Manduria – Coop. Rinascita, ed Ana Estrela, Presidente del Coordinamento Italiano delle Diaspore per la Cooperazione Internazionale. La presentazione del suo libro “ETHNIC COOK” seguita da un’apericena con degustazione di pietanze etniche a cura di Estrelas Bread & Food, ha accompagnato il confronto istituzionale con un momento conviviale aperto alla cittadinanza.  Il cibo, in questa cornice, è stato pensato proprio come veicolo di narrazione culturale e strumento immediato per avvicinare pubblici diversi ai temi del festival.

Gli interventi dei relatori, hanno messo in evidenza quanto sia imprescindibile il sostegno della politica nei confronti di chi, pur in terra adottiva, cerca non solo un lavoro ma anche una opportuna dimora. Intesi come diritti imprescindibili per la dignità personale, il lavoro e la dimora possono riconoscere all’individuo anche una consapevolezza della comunità nella quale decide di fermarsi e per questo fonte comunque di ricchezza.

Il Sum Sum Fest quindi, nasce come occasione per riflettere, attraverso il linguaggio della festa, sui temi della convivenza, dell’inclusione e delle nuove cittadinanze.  In un periodo storico segnato da conflitti e tensioni internazionali, il festival sceglie il linguaggio della culture diverse e della pace tra i popoli, mettendo al centro le persone, le loro storie e le loro tradizioni come strumento concreto di costruzione di dialogo e comprensione reciproca.

E sono proprio le tradizioni, come quelle culinarie, ad avvicinare i popoli, in un mix di sapori e colori. La speranza di abbattere i muri e superare le barriere, viene sostenuta anche da momenti sportivi in quanto, il Sum Sum Fest, prevede un torneo di calcetto multietnico, in programma dal 12 al 30 dicembre, che coinvolge comunità e gruppi diversi in un contesto informale e partecipato.  Lo sport, quindi, insieme al cibo, alla musica, diventa così un ulteriore linguaggio comune per rafforzare legami e senso di comunità.

Sabato 13 dicembre la giornata ha preso il suo avvio con una Cooking Class condotta da Ana Estrela, vedendo la partecipazione degli ospiti del progetto SAI Manduria.  Anche in questa occasione, il laboratorio di cucina diventa uno spazio di scambio di saperi e ricette, dove l’incontro tra tradizioni culinarie differenti genera nuove forme di socialità e partecipazione.

Il concerto finale degli YARÁKÄ, una Band tarantina che si è fatta strada a livello internazionale guadagnandosi innumerevoli riconoscimenti come il Premio Cesa 2023 e la prestigiosa partecipazione al WOOMEX 2025, ha rievocato riti e suoni ancestrali del Mediterraneo e del Sud-Italia. La loro musica dal vivo, intrecciata ai suoni provenienti da diversi paesi, costruisce un’esperienza immersiva che racconta la ricchezza delle contaminazioni culturali e invita il pubblico a vivere la diversità come valore e risorsa.

Il cinema si aggiunge a questo interessante appuntamento che ha previsto, nella giornata del 14 dicembre, il “CiBema”, con la proiezione del film “Bangla – l’amore ai tempi delle seconde generazioni” di Phaim Bhuiyan: la scelta di un’opera che affronta con ironia e delicatezza temi come l’identità, l’integrazione e l’amore interculturale rinforza la vocazione del festival a raccontare le sfide quotidiane delle generazioni successive alle nostre e dei percorsi migratori.

Ogni serata, è stata arricchita da una degustazione etnica che, chiudendo la tre giorni, mette in primo piano il filo rosso del cibo come ponte tra comunità e linguaggi diversi.  In un contesto globale attraversato da narrazioni divisive, Sum Sum Fest 2025 propone da Manduria un messaggio concreto di pace, ospitalità e coesistenza, in cui la cultura diventa il terreno comune su cui costruire futuro.

Ricordando che il Sum Sum Fest è un progetto di Naturalmente a Sud APS in accordo con Cooperativa Sociale Rinascita e Città di Manduria (Assessorato alle Politiche Sociali), con il sostegno della Regione Puglia (Dipartimento Sviluppo Economico – Sezione Ricerca e Relazioni Internazionali), in collaborazione con G.A.L. Terre del Primitivo, Confcommercio – Imprese per l’Italia Taranto, Popularia OdV, Estrelas Bread & Food, si sottolinea l’ineccepibile organizzazione e direzione dei lavori della stessa associazione Naturalmente a Sud che consapevole del tessuto sociale manduriano, promuove la sinergia fra istituzioni, realtà del terzo settore, mondo dell’impresa e associazioni culturali rafforzando il radicamento territoriale dell’evento ed ampliandone la portata sociale, definendo e rappresentando Manduria come luogo di sperimentazione di politiche inclusive e pratiche di accoglienza.

Francesca Rita Nardelli