“Il lutto negato”: il saggio di Graziano Dalemmo

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Tra le conseguenze della pandemia di Covid-19 è stato finora ignorato – o, comunque, non trattato sufficientemente – il tema del lutto per le famiglie vittime di Covid.

Cosa è successo in quei mesi di lockdown, mentre le notizie dei morti in ospedale arrivavano a colpirci in maniera sempre più profonda?

Ne ha parlato Graziano Dalemmo nel suo saggio “Il lutto negato” edito da Erickson. L’autore, laureato in Giurisprudenza, si occupa di Management e il Fundraising per il non profit e dirige la sua attenzione per il prossimo verso le tematiche della consulenza familiare e della pastorale clinica. Nel suo primo saggio, analizza le fasi fondamentali della perdita, spiegando che l’uomo, fin dalla sua origine, ha dovuto fare i conti con il tema della morte, parallelamente a quello della vita. Il dolore va attraversato, e per attraversarlo bisogna passare per delle fasi che per l’uomo sono fondamentali, dal rito funebre alla veglia. Ogni religione ha la sua cura del defunto, spiega Dalemmo, ma la mancanza di queste ritualità durante la pandemia ha fatto sì che le persone care delle vittime si ritrovassero in una mancata accettazione, come intrappolate nel limbo costante della perdita. L’accettazione mancata, quindi, diventa quasi un adattamento imposto, che non corrisponde a una vera e propria consapevolezza.

Con tatto e gentilezza, l’autore entra nella vita delle persone e dei lettori per ascoltarli. Le sue parole sono curate, riflessive, intense, e il suo modo di scrivere è un entrare in punta di piedi in una tematica delicata che, in un modo o nell’altro, è vicina a tutti.

In un mondo che dà poco peso all’ascolto dell’altro, testi come questo ci ricordano che ognuno ha una perdita con cui fa i conti, un’accettazione forzata o un legame strappato.

Trovate la nostra intervista all’autore qui:

Zibaldone di pensieri con Salvatore Graziano Dalemmo

Asia Pichierri