Il Gruppo Progressista di Avetrana: “Voltare pagina è un dovere. La sentenza sull’ex Ilva sia l’inizio di una nuova stagione”

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Il Gruppo Progressista di Avetrana interviene con una nota dai toni netti e partecipati sulla vicenda dell’ex Ilva, esprimendo “profonda vicinanza alla comunità di Taranto, ai lavoratori e alle loro famiglie”, costretti da anni a convivere con “una ferita aperta, fatta di dolore, incertezze e sacrifici”.

La decisione del Tribunale di Milano, che dispone la chiusura dell’area a caldo, non viene interpretata come un evento improvviso, bensì come “la presa d’atto di una realtà che Taranto denuncia da anni e che non può più essere ignorata”.

Secondo il Gruppo Progressista, la città ha pagato un prezzo “inaccettabile”: malattie, morti, un territorio sacrificato in nome di un modello industriale ritenuto ormai insostenibile. Per troppo tempo – si legge nella nota – si è scelto di mantenere in vita “un impianto sempre più obsoleto, inquinante e poco competitivo”, senza affrontare le criticità ambientali e sanitarie emerse già dopo il sequestro del 2012 disposto dalla giudice Patrizia Todisco.

Il gruppo avetranese denuncia la contrapposizione forzata tra due diritti costituzionali fondamentali: salute e lavoro. Una contrapposizione che, sostengono, non può più essere accettata.

Da qui l’appello a “voltare pagina” e immaginare un nuovo futuro per Taranto e la sua provincia. Una città che “non è solo acciaio”, ma anche mare, cultura, storia, agricoltura, turismo: un territorio che può tornare protagonista dello sviluppo del Mezzogiorno, se sostenuto da una politica capace di programmare e investire.

Il Gruppo Progressista chiede a Governo, Regione, enti locali, parti sociali e mondo produttivo di sottoscrivere un patto per il rilancio di Taranto, fondato su:

  • un grande piano di bonifiche ambientali,
  • il recupero della salute e della dignità dei cittadini,
  • la trasformazione del risanamento in opportunità di sviluppo e nuova occupazione,
  • percorsi di riconversione professionale per gli ex lavoratori dell’Ilva.

La rinascita, sottolineano, non è un’utopia: le esperienze di Bilbao, Pittsburgh e della Valle della Ruhr dimostrano che la trasformazione è possibile quando istituzioni, imprese e comunità condividono una visione coraggiosa.

Per il Gruppo Progressista, la decisione del Tribunale di Milano deve segnare l’avvio di una fase nuova: una fase in cui “nessun lavoratore debba temere per il proprio futuro, nessun bambino debba crescere respirando paura e nessuna famiglia debba scegliere tra lavoro e vita”.

Il futuro di Taranto – conclude la nota – riguarda l’intera provincia, la Puglia e “tutti noi”.