Il Gruppo Demos di Manduria sui rilievi della Corte dei Conti

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Che ci fossero segnali di allegra gestione delle risorse di bilancio (risorse fatte con le tasse dei cittadini), e dei finanziamenti del PNRR (le cui rate a carico del Comune saranno sempre pagate con le tasse dei lavoratori e pensionati), erano più che evidenti e ne eravamo convinti.” 

Così in una nota i consiglieri del Gruppo Demos in consiglio comunale di Manduria Gregorio Perrucci e Pasquale Pesare commentano, dai banchi dell’opposizione, le criticità rilevate dalla Corte dei Conti.   “Aspettavamo solo la conferma da parte degli organismi di controllo quale è la magistratura contabile. – affermano ancora – E, infatti, la censura della Corte dei Conti è arrivata puntuale. Anche prevedibile. Trattare il denaro pubblico come fossero soldi di monopoli, porta a tali conseguenze. Constatare che queste rampogne arrivino su una amministrazione guidata da chi, fino all’altro ieri, era considerato un affidabile revisore dei conti, rende esatta la misura della precipitosa discesa della credibilità del sindaco Pecoraro. Pagasse gli effetti di tale caduta politica e di stile solo lui e il suo cerchietto di privilegiati, poco male. Il fatto che tutta la grossolanità politica e procedurale dell’amministrazione Pecoraro penalizzi ancora Manduria e i manduriani è insopportabile. Tra le tante bandiere, forse, anzi, sicuramente, questa nera è la più sincera e vera. Ora pregare per quanto è stato fatto e sperare in un miracolo per riparare al danno perpetrato, dopo chela Corte dei Conti ha bocciato la gestione dell’amministrazione, è molto improbabile.

La bocciatura, arrivata dopo tanti segnali e avvertimenti, non può che avere una naturale conseguenza, – sostengono in conclusione  – lasciare la gestione amministrativa a chi è più capace e a chi della gestione della cosa pubblica ha una visione corretta e democratica.