“IL DIRITTO DI ESISTERE”. Inaugurato il nuovo anno sociale del centro culturale “Plinio il Vecchio” di Manduria
Il Centro Culturale Plinio il Vecchio ha inaugurato il nuovo anno sociale 2025/2026, ricco non solo di appuntamenti ma soprattutto di riflessioni. Si attende, quindi, una stagione colma di “opportunità sociali”, vista anche la numerosa partecipazione da parte degli iscritti e di cittadini simpatizzanti.
Come sottolineato dalla presidente del Centro, la dott.ssa Gabriella Andrisano:
“Quest’anno ci si potrà avvalere di uno strumento nuovo: un assunto centrale che, facendo da filo conduttore, permetterà di concedere al partecipante punti di vista sì molteplici ma convergenti su di un unico tema. In una città ‘affamata’ di cultura, come Manduria, questo tema conduttore saprà restituire la giusta importanza ad una interazione sociale su argomenti importanti, affidati a relatori preparati che, con la loro professionalità e dedizione, sapranno sicuramente sostenere la nostra proposta culturale che vuole essere di crescita e condivisione, capace di trasmettere entusiasmo. Certa anche che, con un pizzico di fiducia, potrà esserci un importante cambiamento, auspico ad una partecipazione consapevole e proficua per una crescita personale e comunitaria.”

“Il diritto di esistere”, tema centrale scelto, assume così rilevanza significativa perché affronta una delle questioni più profonde ed universali dell’esperienza umana. Non è quindi solo una riflessione filosofica, ma è quasi un atto di ribellione nei confronti di un presente che, in varie forme, soprattutto nei tempi attuali, annulla tale diritto.
Esso è importante:
-
perché è la radice di ogni altro diritto;
-
perché, spesso, è negato;
-
perché ci interroga come individui;
-
perché è un atto di pace;
-
perché è anche una lotta.

A riprova di quanto un’associazione locale sia importante per la comunità, ma anche da sprono per le amministrazioni locali affinché destinino loro risorse economiche ed intellettuali, la presidente Andrisano non manca di ricordare come, in particolare, due forme di arte hanno alimentato, nell’anno sociale precedente e che saranno presenti anche nel nuovo, un concetto di conoscenza introspettiva ed esteriore, che guarda al mondo con altri occhi: il cinema ed il teatro.

“Sono stati due linguaggi nuovi attraverso i quali abbiamo potuto raccontare e raccontarci, perché se il cinema, da una parte, tocca corde profonde ed è in grado di aiutarci a riflettere su temi importanti, il teatro lavora sulla nostra interiorità, attraverso il senso del contraddittorio e del conflitto che è insito nell’uomo, inteso come specie vivente. Nulla è lasciato al caso, affinché i nostri partecipanti possano vivere un’esperienza emozionale che, partendo da temi concreti, riescano anche a risolvere ‘conflitti’ interiori. Il senso di comunità e di solidarietà sono indispensabili per questo cammino.”
Il Cineforum, che è andato in proiezione a fine serata con il cortometraggio “Aspettando la cuccagna” del regista Simone Salvemini, e che ha visto la presenza di Valerio Chionna e Mirko Dilorenzo in qualità di realizzatori ed ideatori di “Piccolo Cinema Ideale”, ha dato la possibilità di rappresentare una questione che, soprattutto nella società odierna, sta purtroppo espandendosi: la ludopatia.
Alla base:
-
insicurezze,
-
problemi,
-
conflitti interiori
…che, alimentati da un forte disagio ed indifferenza sociale, ci spingono a desiderare un albero di cuccagna al di fuori delle nostre potenzialità, quasi in un gioco al massacro, dove le vere risorse e le forti potenzialità sono racchiuse nel nostro “volere”.
E allora è indispensabile sottolineare come l’accordo di collaborazione da parte del Centro con il Liceo “De Santis Galilei” di Manduria, non solo ha creato occasioni di incontro fra generazioni, importanti per capire il nostro presente e conoscere il passato, ma ha sicuramente concesso nuove energie affinché il dialogo e la fiducia nella possibilità di un cambiamento e crescita collettiva possano alimentare un futuro più inclusivo e creare comunità più consapevoli e presenti, che siano gli attori principali di un palcoscenico spesso e troppo confuso!
Francesca Rita Nardelli

