I Forestali di Taranto in volo con il drone high-tech contro incendi e reati ambientali
Il dispositivo sarà uno strumento chiave nel contrasto ai reati ambientali, in particolare contro la piaga degli incendi boschivi, che nelle ultime settimane sta colpendo duramente il territorio jonico. Il drone sarà utilizzato anche per il monitoraggio di abbandoni illeciti di rifiuti, abusi edilizi, inquinamenti ambientali e consumo illecito di suolo, grazie alla sua elevata capacità di rilevamento termico e ottico.
L’EVO Max 4T è dotato di telecamere ad alta definizione, sensori termici, capacità di volo notturno e resistenza in condizioni ambientali complesse. Caratteristiche che gli permettono di individuare persone o fonti di calore anche a chilometri di distanza e di operare in aree difficilmente accessibili da terra.
Il drone viene impiegato esclusivamente da personale dell’Arma formato e abilitato secondo le normative ENAC per la conduzione di Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto (UAS).
«L’impiego di risorse tecnologiche come questa – spiega il Tenente Colonnello Antonio Santaniello, Comandante del Gruppo Carabinieri Forestali di Taranto – è ormai indispensabile per fronteggiare crimini ambientali sempre più complessi dal punto di vista investigativo. Inoltre, rappresenta un valido supporto operativo anche in situazioni di emergenza civile, laddove l’uomo non riesce ad arrivare».
L’introduzione del drone segna un passo avanti nella modernizzazione degli strumenti operativi dei Carabinieri Forestali, confermando il loro impegno concreto nella difesa del patrimonio naturalistico italiano e nella protezione della salute dei cittadini, soprattutto in un territorio vulnerabile e prezioso come quello della provincia di Taranto.

