Grazie, Sophie Kinsella

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L’abbiamo incoronata in modo unanime come la regina del romanzo rosa già nel 2000, quando, con il suo pseudonimo Sophie Kinsella – il vero nome era Madeleine Sophie Wickham, con cui aveva firmato altri sette romanzi di successo – aveva pubblicato la serie bestseller dedicata a Rebecca Bloomwood, da cui è stato tratto l’omonimo film del 2009.

Dal 2022 soffriva di un glioblastoma, un tumore al cervello, notizia che aveva condiviso con i suoi fan. Ieri, con un post sulla sua pagina, la famiglia ne ha annunciato la morte, due giorni prima di compiere 56 anni.

Nel 2024, aveva pubblicato il suo ultimo romanzo, Cosa si prova, scritto dopo l’intervento e dedicato al personaggio di Eve, una romanziera colpita da un cancro al cervello.

Tutta la comunità di lettori è in lutto per questa terribile perdita, e ogni scrittore, in qualche modo, le è grato per qualcosa.

A lei, che aveva creato nel personaggio di Rebecca una donna ironicamente romantica, trasmettendo attraverso la sua voce la tematica del consumismo. Allo stesso modo, nella sua incredibile carriera, aveva parlato di ansia, di crisi personali, di malattia, d’amore.

A questa regina della commedia romantica, io sarò sempre grata. Insieme a tutti gli scrittori di romanzi rosa, che hanno sognato almeno una volta di diventare come lei.

Grazie, Sophie Kinsella.

Asia Pichierri