Frode fiscale da oltre 9 milioni: arresti e misure interdittive nella provincia di Taranto

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Una vasta operazione condotta dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Taranto ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali nei confronti di sei soggetti — due imprenditori e quattro consulenti fiscali — coinvolti in una complessa frode fiscale orchestrata attraverso una società a responsabilità limitata operante nella provincia ionica.

Su richiesta della Procura della Repubblica di Taranto, il Giudice per le Indagini Preliminari ha disposto gli arresti domiciliari per i due imprenditori e il divieto temporaneo, per la durata di un anno, dell’esercizio della professione di dottore commercialista per i quattro consulenti fiscali.

L’inchiesta, avviata nel 2022 e sviluppata su delega della Procura, ha svelato l’esistenza di un sodalizio criminale che, attraverso l’emissione di fatture per operazioni inesistenti da parte di società “cartiere”, ha permesso a tre S.r.l. — poi fuse in un’unica entità — di evadere l’IVA e le imposte dirette per un valore complessivo superiore a 9 milioni di euro.

Particolarmente grave è l’emersione di crediti d’imposta fittizi, tra cui:

  • Crediti “Industria 4.0” finanziati con fondi del P.N.R.R.

  • Crediti CIM, destinati agli investimenti nel Mezzogiorno.

Il valore complessivo dei crediti fraudolenti supera i 700mila euro.

All’indomani degli interrogatori preventivi, svolti la scorsa settimana, il G.I.P. ha ritenuto sussistenti le esigenze cautelari, confermando le misure restrittive. Gli elementi indiziari raccolti nel corso delle indagini sono stati ritenuti gravi e coerenti con le ipotesi di reato formulate.

L’operazione rappresenta un nuovo tassello nella lotta contro le frodi fiscali e l’abuso dei meccanismi di incentivazione pubblica, con particolare attenzione ai fondi europei e nazionali destinati alla ripresa economica.