Fondi europei per i servizi sociali: Cgil, Cisl e Uil sollecitano i Comuni dell’Ambito 7
Un’occasione importante per rafforzare i servizi sociali e dare risposte concrete alle fasce più fragili della popolazione rischia di andare perduta. È l’allarme lanciato da Cgil, Cisl e Uil che hanno scritto ai sindaci dei Comuni di Avetrana, Lizzano, Manduria, Fragagnano, Maruggio, Sava e Torricella, oltre che all’Ambito Territoriale Sociale 7, per chiedere chiarimenti sulle proposte progettuali legate al Just Transition Fund.
Le organizzazioni sindacali chiedono di conoscere quali ricognizioni siano state effettuate in merito al Piano Territoriale per una Giusta Transizione 2021-2027, alla luce della delibera regionale che ha avviato l’iter per la selezione di opere pubbliche e servizi finanziabili attraverso l’Azione 2.8 del Piano nazionale Just Transition Fund Italia.
Secondo i sindacati, si tratta di una delle opportunità più rilevanti degli ultimi anni per il territorio, soprattutto perché destinata a sostenere interventi a favore delle persone fragili, attraverso il recupero di immobili, il potenziamento dei servizi sociali e la creazione di nuove opportunità occupazionali.
«Chiediamo un urgente riscontro – si legge nella nota – sulle determinazioni assunte dai Comuni e dall’Ambito in merito alla possibile candidatura di immobili e progetti, perché questa opportunità non può essere ignorata in un territorio segnato da forti disagi socio-economici».
Cgil, Cisl e Uil sottolineano come la mancata adesione al bando regionale rappresenterebbe un grave spreco di risorse e chiedono trasparenza nei processi decisionali, oltre al coinvolgimento delle parti sociali nella definizione delle proposte progettuali.
Preoccupazione viene espressa anche per l’ipotesi, emersa durante il confronto sul Piano Sociale di Zona, di una possibile rinuncia da parte dell’Ambito Sociale 7 alla partecipazione al bando: una scelta che, secondo i sindacati, avrebbe conseguenze molto pesanti per l’intera comunità.
«Non lasciarsi sfuggire queste risorse – concludono le sigle sindacali – è un atto di responsabilità istituzionale. Se ben programmate, potrebbero rispondere in modo efficace alle esigenze che i territori esprimono ogni giorno».

