Ex Ilva. USB dopo il vertice a Palazzo Chigi: “Impianti fragili, serve il controllo pubblico e un fondo straordinario”
La situazione di Acciaierie d’Italia resta “estremamente fragile” sul piano industriale, finanziario e soprattutto su quello della sicurezza degli impianti. È quanto sostiene il sindacato Unione Sindacale di Base al termine dell’incontro che si è svolto a Palazzo Chigi per fare il punto sulla crisi del gruppo siderurgico.
Secondo USB, i recenti incidenti all’interno dello stabilimento e la morte di un operaio di 36 anni nei giorni scorsi dimostrano come il nodo principale resti lo stato degli impianti, frutto – sostiene il sindacato – di anni di riduzione degli investimenti e delle attività di manutenzione.
Nel corso del confronto è emersa, sempre secondo l’organizzazione sindacale, la gravità dei danni accumulati durante la gestione di ArcelorMittal, quantificati in miliardi di euro. Per questo USB ritiene insufficiente continuare con interventi limitati e decreti finanziari da alcune centinaia di milioni di euro, chiedendo invece la creazione immediata di un fondo straordinario destinato alla manutenzione e alla messa in sicurezza degli impianti.
Il sindacato esprime inoltre forti perplessità sull’ipotesi di affidare il futuro dell’azienda esclusivamente a una nuova operazione di vendita a soggetti privati. Per USB, un asset strategico come la siderurgia italiana dovrebbe essere posto sotto controllo pubblico, con un intervento diretto dello Stato in grado di garantire gli investimenti necessari e la tutela dei lavoratori e della salute.
Durante l’incontro è stato affrontato anche il tema delle condizioni di lavoro negli appalti. Il sindacato chiede che nei capitolati venga introdotto l’obbligo di applicare il contratto metalmeccanico per tutte le attività industriali svolte nel sito.
Alla ministra del Lavoro Marina Calderone è stata inoltre rappresentata la necessità di aprire un confronto sugli strumenti straordinari di sostegno per i lavoratori coinvolti nella crisi: dipendenti diretti di Acciaierie d’Italia, lavoratori di Ilva in amministrazione straordinaria e personale delle aziende appaltatrici.
Al termine del vertice è stato fissato per il 13 marzo un incontro specifico sulla sicurezza dello stabilimento di Taranto, mentre il Governo si è impegnato a riconvocare il tavolo di Palazzo Chigi entro un mese per proseguire il confronto sulla vertenza.

