Ex Ilva. Sull’AFO2 Turco (M5S): “Diventerà un inceneritore di plastiche, Taranto non può pagare ancora”
Si riaccende il dibattito attorno all’ex Ilva di Taranto. Al centro della discussione c’è l’ultima Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) che prevede – secondo quanto denunciato dal Movimento 5 Stelle – la riconversione dell’AFO2 anche in co-incenerimento di plastiche.
A puntare il dito è il senatore Mario Turco, vicepresidente del M5S, che parla di una scelta “fortemente voluta dal Governo Meloni e sostenuta dal ministro Urso”, destinata – sostiene – ad aggravare la già delicata situazione ambientale e sanitaria del territorio ionico.
Secondo quanto riportato nella nota, l’altoforno sarebbe pronto a ripartire entro fine mese e potrebbe arrivare a bruciare circa 50mila tonnellate di rifiuti plastici all’anno. “Un impianto che rischia di diventare uno dei maggiori inceneritori di plastiche tossiche d’Italia”, afferma Turco, denunciando possibili ricadute sulla salute pubblica, “a partire da quella dei bambini”.
Parole dure che riaccendono il dibattito su un territorio che da decenni vive il conflitto tra lavoro e salute. “Taranto è stata trattata come la pattumiera d’Italia”, accusa il senatore pentastellato, ricordando studi epidemiologici, sentenze e le vicende legate all’inquinamento e agli incidenti sul lavoro.
Il Movimento 5 Stelle annuncia la prosecuzione della raccolta firme contro l’AIA, il rigassificatore e quello che definisce “inceneritore”, ribadendo la propria opposizione al progetto. “Non arretriamo di un millimetro”, si legge nella nota, con l’auspicio di una presa di posizione netta anche da parte degli enti locali.
Il tema è destinato a dividere ancora: da un lato le esigenze produttive e industriali, dall’altro le preoccupazioni ambientali e sanitarie di una comunità che da anni chiede risposte certe sul proprio futuro.

