Eolico offshore tra Otranto e Leuca, l’Ente Parco dice no: “Rischi per ambiente e turismo”
Netta bocciatura dell’Ente Parco Naturale Regionale “Costa Otranto – Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase” al progetto di parco eolico offshore presentato dalla società Odra Energia srl. Nel mirino dell’Ente Parco la documentazione integrativa pubblicata il 22 gennaio 2026 sul sito del Ministero dell’Ambiente, giudicata carente e potenzialmente illegittima.
Secondo quanto evidenziato dall’Ente, gli studi ambientali a supporto del progetto sarebbero stati condotti senza le necessarie autorizzazioni, in violazione della Legge Regionale n. 30/2006 che tutela l’area protetta. Campionamenti avifaunistici, monitoraggi botanici e studi su fauna terrestre e chirotteri sarebbero stati effettuati in assenza del nulla osta dell’Ente gestore. Una circostanza che, se confermata, potrebbe configurare violazioni della normativa ambientale.
«Ogni attività svolta senza autorizzazioni rappresenta una grave inosservanza delle norme di tutela e sarà segnalata all’autorità giudiziaria», annuncia il presidente dell’Ente Parco, Michele Tenore, sottolineando come la salvaguardia del patrimonio naturale non possa essere subordinata a interessi economici.
Tra le principali criticità segnalate anche la localizzazione della cosiddetta “buca giunti” in un’area colpita da incendio nel 2021 e sottoposta a vincoli ambientali, con il rischio di compromettere irreversibilmente i processi di rigenerazione naturale. Forti preoccupazioni riguardano inoltre la posa dei cavi sottomarini, che interferirebbe con habitat marini di elevato pregio, come praterie di posidonia, coralligeno e sistemi di grotte sommerse, con possibili effetti permanenti sugli ecosistemi.
Impatto rilevante anche sul piano paesaggistico: gli aerogeneratori, alti fino a 315 metri, resterebbero fortemente visibili lungo la costa, con una delocalizzazione ritenuta insufficiente e legata, secondo l’Ente, più a valutazioni economiche che tecniche.
«Il danno potenziale alla biodiversità marina e terrestre sarebbe gravissimo – afferma Tenore – e avrebbe ricadute dirette anche sul turismo, che fonda la propria attrattività sull’integrità ambientale e paesaggistica». L’Ente Parco richiama inoltre l’attenzione sugli effetti cumulativi di più progetti analoghi nello stesso tratto di mare e sulla lunga durata dei cantieri, stimata in oltre cinque anni.
Alla luce delle criticità, l’Ente Parco rilancia con forza la richiesta di istituire una Area Marina Protetta lungo il tratto costiero interessato e rivolge un appello al Ministero dell’Ambiente, al Parlamento e al Governo affinché assumano una posizione chiara a tutela del territorio.
«La transizione energetica è una sfida necessaria – conclude Tenore – ma non può avvenire a scapito di aree di altissimo valore ambientale e delle comunità locali».

