Discarica “Li Cicci”, i residenti: “Non bastano le sentenze, servono bonifiche e tutele per chi vive nella zona”
Sulla vicenda della discarica “Li Cicci” interviene Marco Barbieri, residente della zona, che in un comunicato commenta le recenti dichiarazioni del sindaco Gregorio Pecoraro relative alla sentenza del Tribunale di Taranto.
Secondo Barbieri, presentare la decisione del tribunale come una vittoria rischia di non rappresentare la realtà vissuta da chi abita nelle aree vicine al sito. Barbieri evidenzia infatti come, da anni, i residenti siano costretti a convivere con odori insopportabili e con quello che viene definito un grave problema ambientale, senza – sostiene – adeguate tutele da parte dell’amministrazione comunale.
Nel comunicato viene inoltre ricordato che il Comune avrebbe dovuto anticipare oltre un milione di euro per gli interventi di bonifica, somme pubbliche che, secondo il residente, sono state sottratte ad altri servizi destinati alla cittadinanza. Nel frattempo, aggiunge Barbieri, le famiglie della zona continuerebbero a vivere in condizioni difficili, segnalando la mancanza di reti fognarie adeguate e di monitoraggi costanti sulla salute pubblica.
La sentenza, prosegue la nota, riconoscerebbe i danni derivanti da una gestione ritenuta omissiva nella fase successiva alla chiusura della discarica, ma non cancellerebbe anni di segnalazioni e denunce avanzate dai residenti.
Per Barbieri, l’eventuale rivalsa nei confronti delle imprese affidatarie rappresenterebbe un passaggio dovuto più che un risultato politico. Nel comunicato si chiede inoltre di chiarire perché non si sia intervenuti prima per prevenire il danno ed evitare che i costi ricadessero sulla collettività.
Tra le richieste avanzate al sindaco e all’amministrazione comunale vi è quella di destinare eventuali rimborsi esclusivamente al risanamento definitivo dell’area “Li Cicci”, attraverso interventi di bonifica completi, analisi indipendenti delle falde acquifere e forme di sostegno per i residenti colpiti, come possibili agevolazioni fiscali o supporto sanitario.
Nel documento si propone anche la convocazione di un Consiglio comunale aperto ai cittadini per discutere il piano di ripristino della zona, con il coinvolgimento di enti come ARPA e Prefettura.
“La comunità di Manduria – conclude Barbieri – non può essere trattata come un trofeo elettorale: i residenti chiedono azioni concrete per garantire un ambiente salubre e il rispetto del diritto alla salute”.

