Depuratore. Manduria Migliore: “Chi gli amici?… Chi i giaguari?”

“Quello che sta accadendo in queste ore lascia basiti e – consentitecelo – anche un po’ schifati

, tutti coloro che, come noi, seguono da anni la vicenda del depuratore consortile e combattono senza tregua in prima linea contro questo tentativo di violentare il nostro mare ed il nostro futuro”. E’ il commento dell’associazione Manduria Migliore al susseguirsi di notizie in merito al riavvio dei lavori di realizzazione del depuratore consortile Manduria-Sava fermi in attesa di un nuovo progetto alternativo allo scarico a mare. La questione è ritornata prepotentemente di attualità nei giorni scorsi quando, da una parte, si è verificato a Sava il crollo di un pezzo di manto stradale sotto cui si è aperta una voragine lasciando fuoriuscire i liquami di un pozzo nero; e quando, dall’altra, l’AQP ha inviato una lettera alla ditta appaltatrice dei lavori invitandola a riaprire il cantiere. Il tutto senza alcuna informazione circa il progetto in attuazione.
“Siamo rimasti pazientemente in attesa di smentite ufficiali alla lettera d’invito da AQP alla ditta appaltatrice dell’opera che segnerebbe la data di inizio lavori per l’8 Novembre. Un’attesa vana. – afferma in una nota Manduria Migliore – Giungono invece, concentriche e strategicamente cadenzate pubbliche prese di posizione e comunicati stampa che per i cittadini manduriani, e per chiunque dotato di un minimo di buon senso ed amore per il territorio, suonano come campane a morto.
Alle posizioni ormai storiche e consolidate del Sindaco di Sava infatti, si sono in questi giorni aggiunte le dichiarazioni di Emiliano che, lungi dallo smentire l’inizio della realizzazione del
progetto così come appaltato ha solo affermato che “c’è tempo” dato che è in corso una procedura VIA e che il progetto preliminare in corso di presentazione prevede tutta una serie di riusi delle
acque depurate. Il comunicato del Presidente Emiliano non contiene però l’unica frase che a noi tutti importava e cioè che nessun progetto potrà mai essere approvato e realizzato qualora preveda
lo scarico in mare in una qualunque forma”.
“L’idea che infatti sembra farsi strada nelle menti presumibilmente confuse dei nostri amministratori – prosegue Manduria Migliore – è quella che da anni AQP ci spaccia come verità assoluta, pur ovviamente non essendolo, è che lo scarico in mare sia indispensabile a fini emergenziali, nonostante qualsiasi riuso delle acque”.
E’ proprio su questa linea che si esprime infatti anche la consigliera regionale Franzoso in un comunicato stampa diffuso in data odierna, non mancando di dipingere coloro che lottano giustamente ed ininterrottamente contro questo abominio come dei volgari strumentalizzatori che agiscono a fini elettorali, dimenticando forse che si potrebbe definire allo stesso modo chi cavalca l’intolleranza e l’impazienza di una popolazione priva di sistema fognante non certo per colpa della lotta contro lo scarico in mare.
Siamo stanchi delle continue “sterili” prese di posizione di tali asseriti politici che, senza argomentazioni tecnico scientifiche, ma si a loro volta per meri fini elettorali o di altra natura, tendono, seppur invano, a demolire la meritoria opera della Commissione Scientifica del Comitato Noscaricoamare, a cui Manduria Migliore ha aderito sin dalla sua costituzione, che si è sempre dichiarata pronta a confrontarsi con argomentazione tecniche, scientifiche e giuridiche tese a dimostrare la possibilità di rapide modifiche all’insensato progetto dello scarico a mare del depuratore consortile.
A nome di tutti gli “strumentalizzatori” di Manduria pertanto – conclude Manduria Migliore – chiediamo, anzi, pretendiamo chiarezza definitiva sulla questione da parte degli enti preposti, ma a mezzo stavolta di atti ufficiali e non sterili comunicati stampa.
Giusto per capire, una volta per tutte, chi sono gli Amici e chi i Giaguari”.

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