“Dalla rappresentanza studentesca alla politica: il percorso di Manuel Vozza”
Manuel Vozza ha 18 anni, vive a Sava ed è studente del Liceo “De Sanctis-Galilei” di Manduria. Da alcuni anni è impegnato nella rappresentanza studentesca e in attività civiche e politiche sul territorio. In questa intervista raccontiamo il suo percorso e le motivazioni che lo hanno portato all’impegno pubblico.
Manuel, partiamo dall’inizio. Chi sei e qual è oggi il tuo percorso?
Sono uno studente del Liceo “De Sanctis-Galilei” di Manduria e da alcuni anni sono impegnato attivamente nella rappresentanza studentesca e nella vita politica del territorio.
Oggi sono rappresentate del Liceo De Sanctis Galilei all’interno del Consiglio d’istituto e della Consulta Provinciale Studentesca. Al contempo ricopro il ruolo di rappresentante degli studenti di 18 comuni della Provincia di Taranto presso la Regione Puglia.
A livello politico sono attivista del MoVimento 5 Stelle, a livello locale e non solo.
Il mio percorso nasce attraverso l’innata passione per la politica, con l’obiettivo di dare voce a chi spesso resta ai margini del dibattito pubblico, in particolare i giovani e le fasce più deboli sotto ogni aspetto.
La scuola è stato il tuo primo spazio di impegno concreto. In che modo?
La scuola è stata il punto di partenza naturale. Attraverso la rappresentanza studentesca ho imparato cosa significa confrontarsi con le istituzioni, ascoltare esigenze diverse e cercare soluzioni concrete, grazie alla fiducia della dirigente prof.ssa Di Maglie e di tutta la comunità scolastica.
Non l’ho mai vissuta come un semplice ruolo formale, ma come uno strumento di dialogo e di responsabilità. La scuola resta uno degli ambiti del mio impegno, soprattutto quando si parla di diritto allo studio, partecipazione e condizioni materiali in cui studenti e studentesse vivono la quotidianità.
Oltre alla scuola, ti sei avvicinato anche alla politica. Quando avviene questo passaggio?
Ho sempre seguito la politica e già all’età di 11 anni mi sentivo fortemente legato al MoVimento 5 Stelle, la forza politica di cui faccio parte attualmente. Col tempo, verso i 16 anni il mio impegno in politica si è concretizzato sempre di più attraverso l’iscrizione ufficiale al M5S e l’adesione al gruppo locale di Sava. Da quel momento ho iniziato a partecipare direttamente a diversi eventi politici e ad espormi senza timore sui social network, portando avanti i valori di legalità e giustizia.
Ad oggi posso ritenermi soddisfatto di questo percorso (ancora breve) considerando la stima nei miei confronti da parte di molti cittadini, di altre forze politichee soprattutto del gruppo M5S.
Il tuo riferimento politico è il Movimento 5 Stelle. Perché questa scelta?
Il Movimento 5 Stelle rappresenta, per me, uno spazio politico in cui temi come la giustizia sociale, la tutela dell’ambiente e la trasparenza delle istituzioni non sono slogan, ma battaglie concrete.
Mi riconosco in un’idea di politica che parte dal basso, che ascolta e che prova a ridurre le disuguaglianze, soprattutto nei territori più fragili. Allo stesso tempo, credo molto nel lavoro di squadra e nella collaborazione, anche con chi ha sensibilità diverse.
Siamo quella forza politica che combatte per il salario minimo, per ridurre la precarietà, per la tutela dell’ambiente e per un generale progresso collettivo.
Quanto conta per te l’autonomia personale all’interno di un partito?
Conta moltissimo. Credo nella collaborazione, ma anche nella libertà di pensiero.
Essere parte di un partito non significa rinunciare alla propria autonomia, ma contribuire con idee, proposte e spirito critico. Il mio impegno nasce dall’ascolto del territorio e delle persone, e questo resta il mio punto di riferimento principale.
È innegabile che si debba lavorare per la crescita del proprio partito politico ma, per quanto mi riguarda, questo può avvenire soltanto se il benessere di tutta la comunità venga messo al primo posto.
Ci sono temi che senti più tuoi?
Sicuramente la tutela dell’ambiente e la difesa delle fasce sociali più deboli.
Viviamo in un territorio che paga da anni scelte industriali e politiche sbagliate, pensiamo all’ex Ilva, e credo sia doveroso tenere insieme la questione ambientale e quella sociale. Non esiste una vera transizione se a pagarne il prezzo sono sempre gli stessi: lavoratori, giovani, famiglie in difficoltà.
Occorre mettere da parte gli interessi di pochi e iniziare a tutelare davvero chi ormai soffre da troppo tempo.
Stai costituendo un’associazione, cosa puoi dire in merito?
Sì, è in fase di costituzione Futura CSV – APS, associazione di cui sarò Presidente fondatore e che ho voluto fortemente insieme agli altri soci,per contribuire alla crescita del nostro territorio, sotto ogni aspetto: politico, sociale e culturale. Ci sarà modo comunque, il prima possibile, di approfondire tutto ciò che concerne l’associazione in questione.
Guardando avanti, come immagini il tuo percorso?
Oggi il mio obiettivo è continuare a formarmi, a studiare e a restare coerente con l’impegno che ho scelto, quindi schierarmi con convinzione dalla parte dei cittadini più deboli, senza alcun timore. Sicuramente ci saranno occasioni future, ma saranno una conseguenza naturale del lavoro svolto, non un punto di partenza.
Un messaggio finale?
Credo che la politica abbia bisogno di serietà, ascolto e presenza costante nei territori, non solo in campagna elettorale.
I giovani non chiedono scorciatoie o corsie preferenziali, ma spazi reali di partecipazione. Io cerco di fare la mia parte, con equilibrio ma anche con determinazione, convinto che il cambiamento passi dal coinvolgimento diretto delle persone.

