Dal vino al vento: altre torri eoliche minacciano il paesaggio delle terre del Primitivo
Una nuova e ben più grave minaccia si profila all’orizzonte per l’area del Primitivo DOCG, già interessata dal progetto “Sava-Maruggio” della Red Energy, che prevede l’installazione di 22 aerogeneratori.
Consultando il portale del MASE (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica), si apprende che è attualmente in fase istruttoria presso il Consiglio dei Ministri la richiesta di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) per un secondo progetto, denominato “Manduria”, proposto dalla società Manduria-Oria Wind Energy S.r.l.
Il nuovo impianto prevede l’installazione di 16 torri eoliche, tutte nel territorio di Manduria, nella zona est-sud-est della città, dove si concentrano i vigneti di maggiore qualità. Le torri, alte ben 207 metri, si distribuiranno lungo la Via per Lecce e la Via per Avetrana, fino a lambire la Via per San Pietro in Bevagna.
Questa massiccia presenza andrà a impattare direttamente su numerose masserie storiche e casine rurali, tra cui:
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Sorani-Dimitri, Ripizzata, Eredità, Gian Angelo, Lo Monte, Sinfarosa, Li Reni, Le Saette, Potenti, Le Monache, Campanella, Surani Grande, Torre Bianca Piccola
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Casine La Lella e Paduli
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Contrada La Pigna e il nuovo stabilimento Fino
La vicinanza delle torri eoliche a siti di rilevanza storica e archeologica è allarmante. Alcuni esempi:
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Masseria Gian Angelo: 200 metri da MM08
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Masseria Ripizzata: 900 metri da MM04, MM05, MM06
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Masseria Eredità: 700 metri da MM03, MM06, MM07
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Masseria Lo Monte: 700 metri da MM07, 1 km da MM03
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Masseria Ruggianello: 300 metri da MM14, 600 da MM11, 800 da MM13, 900 da MM15
L’intervento si colloca a soli 1,2 km dal centro urbano di Manduria, a circa 2 km dal Parco Archeologico e a meno di 2 km dall’insediamento messapico di Castelli. Decine di siti archeologici rischiano di essere compromessi già in fase di cantiere.
L’area interessata subirà una trasformazione permanente: da territorio rurale a zona industriale ad alta concentrazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili (eolico, fotovoltaico, agrivoltaico). Verranno aperte nuove strade, modificate quelle esistenti e consumati decine di ettari di suolo agricolo coltivato per la realizzazione delle piazzole e delle aree di cantiere.
La Soprintendenza Speciale per il PNRR Nazionale, nella persona del dott. Luigi La Rocca, ha espresso parere contrario al progetto, dopo aver acquisito i pareri delle Soprintendenze di Taranto, Brindisi e Lecce. Inoltre, la collocazione delle torri viola le normative europee, nazionali e regionali, che prevedono l’installazione degli impianti lungo i viali d’accesso alle zone produttive, in aree industriali o presso bacini estrattivi, e non in prossimità di risorse agricole, storiche, archeologiche e paesaggistiche di pregio.
Appello alle istituzioni
Alla luce di quanto esposto, chiediamo con urgenza che le autorità locali e regionali adottino provvedimenti amministrativi adeguati per opporsi al progetto “Manduria” nella sua attuale formulazione. Contestualmente, invitiamo i parlamentari eletti nel territorio a intervenire con gli strumenti a loro disposizione, inclusa la mediazione politica, per salvaguardare il paesaggio, l’economia e l’identità culturale della nostra terra.
Una minaccia al futuro sostenibile
Riteniamo che l’eolico selvaggio rappresenti una vera e propria pietra tombale su ogni prospettiva di sviluppo sostenibile del territorio, fondato sul turismo, sull’agricoltura di qualità, sull’enogastronomia e sulla valorizzazione dei beni storici e archeologici. Senza contare il prevedibile deprezzamento del valore dei terreni e dei fabbricati nelle aree coinvolte.
Nota di ArcheoClub d’Italia sezione di Manduria

