“Dal campo all’ospedale: la testimonianza di gratitudine che onora la sanità manduriana”
Un gesto di gratitudine che diventa testimonianza pubblica di buona sanità. È quello espresso dal presidente della società sportiva FC Manduria, Tommaso Greco, che in una lunga lettera indirizzata alla Dott.ssa Cosima Farilla Dirigente Responsabile del Presidio Ospedaliero Orientale “Marianna Giannuzzi” di Manduria ha voluto ringraziare l’intero Reparto di Ortopedia e Traumatologia per l’assistenza ricevuta dal giovane calciatore Athos Ferracci, ricoverato in seguito a una frattura diafisaria di tibia e perone.
Greco ha voluto sottolineare non solo la competenza professionale del personale, ma soprattutto l’umanità che ha accompagnato ogni fase del percorso di cura. «Vorrei rivolgere un profondo ringraziamento a tutto il personale medico, infermieristico, agli operatori sociosanitari, ai fisioterapisti e al personale ausiliario», scrive il presidente, citando in particolare il primario Dott. Lorenzo Scialpi e il Dott. Giovanni Taurisano, figure di riferimento del reparto.
Secondo quanto riportato nella lettera, il ricovero del calciatore Ferracci è stato caratterizzato da un clima di “pace e tranquillità”, elementi che – sottolinea Greco – hanno contribuito in modo determinante alla ripresa fisica e psicologica del giovane atleta. «L’esperienza, la capacità e la preparazione dei medici e di tutta l’équipe sono state accompagnate da un distintivo rispetto umano», afferma, evidenziando come questo approccio rappresenti un valore aggiunto raro e prezioso.
Il presidente non manca di rimarcare l’importanza di riconoscere le eccellenze del territorio: «A dimostrazione che anche al Sud, e in particolare nella nostra cara Manduria, abbiamo strutture sanitarie eccellenti che meritano tutto il nostro appoggio e supporto». Un passaggio che suona come un invito a guardare oltre la narrazione spesso concentrata sugli aspetti critici del sistema sanitario.
Tra i ringraziamenti più sentiti, quello rivolto al Dott. Taurisano, descritto come un medico «dedito e sempre propenso ad aiutare il prossimo, i pazienti, i dirigenti e soprattutto i parenti nei momenti di sconforto, a qualsiasi ora del giorno». Parole che restituiscono l’immagine di un reparto capace di coniugare professionalità e vicinanza emotiva.
Greco ricorda anche la presenza costante della compagna di Athos, Camila, e dei genitori del calciatore, giunti dall’Argentina: tutti, scrive, «non dimenticheremo mai le attenzioni, la cura e l’amore che il personale ha dedicato a noi e agli altri pazienti, perché lì c’è sempre un sorriso per tutti».
La lettera si chiude con un augurio e un riconoscimento collettivo: «Un grazie ancora a voi tutti, in particolare al Primario, ai Medici, alla caposala e a tutto il personale, per l’ottima gestione del reparto». Un messaggio che, oltre a raccontare una storia di buona sanità, restituisce fiducia e orgoglio a una comunità intera.




