Crolla l’Arco di Sant’Andrea: il Salento perde il suo simbolo, allarme erosione in Puglia
Il Salento si è svegliato con una ferita profonda: è crollato l’Arco di Sant’Andrea, uno dei luoghi più iconici della costa adriatica, a Melendugno. Un simbolo amato da turisti e innamorati di tutto il mondo, scenario di fotografie, promesse e tramonti da cartolina, oggi non c’è più.
Il cedimento arriva a circa un mese dai crolli registrati tra Tricase Porto e Marina Serra, riaccendendo i riflettori sull’erosione costiera che sta interessando ampi tratti del litorale pugliese.
Domani sul posto sarà presente il presidente dell’Ordine dei Geologi della Puglia, Giovanni Caputo, che lancia un messaggio chiaro: «È andato via uno dei simboli del Salento noto nel mondo. Stiamo addebitando tutto ai cambiamenti climatici, ma non è solo questo. In Puglia il 53% delle coste è a rischio erosione».
I numeri del rischio
Il crollo dell’arco non è un episodio isolato, ma si inserisce in un quadro più ampio di fragilità del territorio. In Puglia risultano censite 839 frane. Sono 63.000 le persone che vivono in aree interessate da fenomeni franosi, con oltre 17.000 edifici, migliaia di imprese e centinaia di beni culturali esposti al rischio.
E non è solo il dissesto idrogeologico a preoccupare. In regione oltre 135.000 persone risiedono in zone a rischio alluvionale, insieme a decine di migliaia di edifici e centinaia di beni culturali. «La Puglia non è esente dai rischi naturali», sottolinea Caputo.
Cosa si può fare
Secondo i geologi, servono interventi strutturati e continui:
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monitoraggio costante delle aree costiere;
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studi di stabilità e analisi geologiche approfondite;
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opere di stabilizzazione e tecniche di ingegneria naturalistica;
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interventi contro l’erosione, come barriere e ripristino della vegetazione;
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un piano integrato con geologi, ingegneri e biologi marini.
Il crollo dell’Arco di Sant’Andrea non è solo la perdita di un’attrazione turistica. È il segnale visibile di un equilibrio naturale sempre più fragile. Un monito che riguarda sicurezza, tutela del paesaggio e futuro economico di un territorio che vive anche della sua bellezza.
Il Salento perde un simbolo. La Puglia è chiamata ora a una riflessione concreta su prevenzione e protezione delle sue coste.


