Costituzione viva: il dialogo dei ragazzi del “Del Prete Falcone” con Gherardo Colombo a Sava che invita a pensare, scegliere, agire

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L’incontro con Gherardo Colombo di giovedì 5 febbraio ha rappresentato un momento di riflessione critica e a tratti provocatoria sulla Costituzione Italiana, non come una “carta morta”, per usare un’espressione di Pietro Calamandrei, ma uno strumento vivo da interrogare alla luce della realtà quotidiana.

Alla presenza del Sindaco Gaetano Pichierri, dell’Assessore alla Pubblica Istruzione Roberta Friolo del Comune di Sava, del prof. Roberto Bascià, moderatore dell’incontro, e della dirigente scolastica Pierangela Scialpi, l’attenzione si è concentrata subito sul dialogo diretto con gli studenti, veri protagonisti della giornata, che hanno avuto il piacere e l’onore di confrontarsi con il giurista sul valore e l’applicazione concreta della Legge fondamentale dello Stato italiano.

L’ex Magistrato, noto per aver condotto inchieste importanti tra cui quella su Tangentopoli, ha invitato i ragazzi a distinguere innanzitutto tra la Costituzione di diritto, che coincide con il testo formale in vigore dal 1948, fondato su dignità, libertà e uguaglianza formale e sostanziale, e la Costituzione di fatto, cioè il modo in cui quei valori vengono applicati nella società, che spesso tradisce il dettato normativo. Nella quotidianità, infatti, le gerarchie, i privilegi e l’indifferenza sconfessano spesso i principi costituzionali, abilitando una sorta di Anticostituzione che finisce per prevalere in alcuni contesti, segnati da interessi personali o di pochi a discapito del bene comune.

Attraverso esempi concreti, ha mostrato come illegalità, corruzione e prassi scorrette possano, infatti, minare i valori fondanti lo Stato, sottolineando che la Carta Costituzionale è alimentata dall’impegno civico quotidiano di una collettività che la consideri la propria carta d’identità, alla quale tutte le altre leggi devono uniformarsi nel riconoscimento della pari dignità della persona, senza alcuna distinzione, quale criterio imprescindibile di una società che vuol dirsi civile e che rispetti cioè i diritti fondamentali dell’uomo e del cittadino.

Il confronto con gli studenti, trasformato in un dialogo aperto, critico e stimolante, ha spaziato tra temi fondamentali: dai valori fondanti l’ordinamento giuridico italiano ai diritti di libertà personale, di manifestazione del pensiero, dal principio di separazione dei poteri dello Stato agli strumenti di democrazia indiretta e diretta, sino al valore della disciplina e dell’onore per chi esercita pubblici poteri e all’uso consapevole dell’intelligenza artificiale.

Il dott. Colombo ha mostrato come i principi costituzionali si traducano in responsabilità concreta: i valori restano parole vuote se non diventano comportamenti responsabili, spirito critico, cittadinanza attiva e collaborazione. Ha evidenziato l’importanza di una giustizia orientata alla riparazione; ha sottolineato il valore della trasparenza nelle istituzioni e di una società vigile che difenda equità e legalità, anche di fronte a nuove sfide tecnologiche. Ha raccontato, inoltre, il lavoro del magistrato come esperienza di squadra, in cui la lucidità e il confronto con colleghi e istituzioni sono fondamentali per affrontare corruzione, illegalità e pressioni quotidiane.

Più che dare risposte definitive, il giurista ha invitato i ragazzi alla riflessione critica, a coltivare dubbi e a porre domande: la Costituzione non si celebra passivamente, ma si vive ogni giorno. Il messaggio finale è chiaro e diretto: abbiamo tutti il dovere di interrogarci, con sguardo sgombro da stereotipi e pregiudizi, sulla distanza tra ideali costituzionali e realtà quotidiana, cercando di individuare la strada da percorrere per costruire una società libera e giusta e per essere cittadine e cittadini consapevoli dei propri diritti e dei propri doveri.

di Lamusta Riccardo e Marseglia Francesco