Cimitero di Manduria, il M5S contesta le foto del sindaco: «Quel vialetto non esiste». Sammarco corregge il post: «L’IA ha alterato le immagini»
La discussione sullo stato del cimitero comunale di Manduria si arricchisce di un nuovo capitolo. Dopo il botta e risposta dei giorni scorsi tra l’Amministrazione comunale e il movimento Città Più sulle condizioni del camposanto, questa volta è il Movimento 5 Stelle a puntare l’attenzione sulle fotografie pubblicate dal sindaco Domenico Sammarco per documentare gli interventi di pulizia eseguiti dalla nuova ditta incaricata del servizio.

Il M5S ha infatti diffuso una nota dal titolo “Cimitero: la pavimentazione che non c’è”, evidenziando come alcune immagini pubblicate sui canali ufficiali del primo cittadino fossero state alterate dall’intelligenza artificiale.
«In queste ore abbiamo visto con stupore le foto “prima e dopo” del cimitero pubblicate sui canali ufficiali del sindaco. Complimenti per il tocco grafico: i vialetti lastricati sono splendidi, peccato che esistano solo nel mondo virtuale», scrive il Movimento.
Gli esponenti pentastellati allegano le fotografie, inviate da alcuni cittadini e scattate nella stessa giornata, che mostrerebbero una situazione diversa rispetto a quella rappresentata nei post istituzionali. «Le erbacce secche sono state rimosse, ma dei mattoni dei vialetti non c’è traccia», sottolinea il M5S, che definisce «inaccettabile» offrire ai cittadini una rappresentazione non corrispondente alla realtà.
Nella nota il Movimento richiama la necessità di trasparenza nell’azione amministrativa, sostenendo che «la politica dovrebbe basarsi sulla trasparenza e sul rispetto della comunità, non su filtri digitali e operazioni di marketing» e aggiungendo che «i cittadini non hanno bisogno di “allucinazioni” dell’intelligenza artificiale, ma di interventi concreti, veritieri e tangibili».
La replica del sindaco Domenico Sammarco è arrivata nel giro di poco tempo. Il primo cittadino ha infatti modificato il post originario sostituendo le fotografie pubblicate e spiegando l’accaduto.

«Ho sostituito le foto, poiché nell’impaginazione il software IA ha anche alterato le immagini. La sostanza resta, come si vede dalle foto originali. Gli interventi sono in corso, sono ingenti, date le condizioni di partenza, e continueranno nei prossimi giorni. Torna il rispetto per il luogo che accoglie i nostri defunti, ed è questa l’unica cosa che mi sta a cuore», ha scritto Sammarco.
La vicenda porta il dibattito anche sull’opportunità di ricorrere a strumenti di intelligenza artificiale nella comunicazione istituzionale, soprattutto quando l’elaborazione delle immagini può modificare la percezione dello stato reale dei luoghi documentati mettendo a rischio la credibilità.
