Cavallino. “NO alla Nuova Discarica”: nasce il Comitato Popolare Intercomunale.

Non si tratterebbe di un semplice ammodernamento di quello già esistente, ma di un impianto “nuovo di zecca”, compreso di scavo da 415.000 metri cubi staccato da precedente.
Per dire NO alla realizzazione della Nuova Discarica a Cavallino il cui progetto è stato approvato nell’assemblea dei Sindaci dell’ATO LE del 6 Marzo scorso, cittadini, associazioni e amministratori pubblici dei comuni di San Cesario, San Donato, Cavallino e Castromediano, Lequile, Lizzanello e Merine, Lecce, Copertino, Soleto, Melendugno si sono costituiti in un Comitato Popolare Intercomunale a difesa della Salute e del Territorio.
“Ancora una volta devono essere i cittadini a mobilitarsi con azioni popolari, scoprendo di non essere stati né coinvolti né informati in scelte che li riguardano e che riguardano la qualità della vita di tutti. Cittadini ai quali viene sempre imposto il “vicolo cieco” dell’emergenza decisionale, spesso creata ad hoc, mentre invece quella stessa emergenza (non pianificata per tempo) dovrebbe essere, non una mera giustificazione, ma un’ammissione di colpa ed un segnale di incapacità ad amministrare”. E’ la constatazione scaturita nel corso di una prima riunione del Comitato, a San Cesario di Lecce, nella sede dell’associazione culturale Sveglia Cittadina.
“Secondo molti intervenuti al dibattito, è proprio la mancanza di informazioni e di coinvolgimento dei cittadini, che impedisce lo svilupparsi di soluzioni alternative magari adottate in altri paesi più avanzati, come ad esempio il compostaggio di prossimità, o soluzioni come” l’autocompostaggio collettivo”, finanziato per i comuni al di sotto dei 4000 abitanti. Tutte soluzioni che dovrebbero essere promosse, inizialmente anche solo come “progetti pilota”, in tutti i comuni della provincia, in modo da avviarsi nella direzione virtuosa della gestione a ‘Rifiuti Zero’”.
“E dunque è l’intero ciclo dei rifiuti adottato finora a dover essere messo in discussione, sistema che ha lasciato alle sole iniziative dei singoli comuni la possibilità di percorrere soluzioni virtuose, senza un’adeguata pianificazione nel rispetto degli obiettivi prioritari previsti dal Legislatore (Prevenzione della Produzione dei Rifiuti; Riutilizzo e riciclaggio dei materiali) e con il risultato che solo pochi centri sono riusciti ad organizzarsi al fine di perseguire tali obiettivi. La scusa dell’eterna mancanza di fondi non regge più, soprattutto se poi per progetti già risultati devastanti ed eccessivamente disagevoli come questo, si trovano come per magia 52 milioni di euro”.
Uno degli interrogativi emersi nel corso della discussione è “se essendo una vera e propria nuova discarica debba o meno percorrere l’intero iter di autorizzazioni previsto per legge, o se invece chiamandolo “ammodernamento” della discarica precedente(come nella delibera dell’ATO) non si stia cercando proprio di aggirare quelle regole. Per questo si dovrebbe far pressione alla Provincia di Lecce per far indire una Conferenza dei Servizi sull’argomento, richiedendo comunque una agibilità ed una VIA (Valutazione di Impatto Ambientale), magari anche una AIA (Autorizzazione Integrata ambientale).
Il comune di San Donato ha già dato mandato a due legali per valutare la possibilità di impugnare la delibera, così come dovrebbero fare tutti i comuni contrari, mentre si avvia una mobilitazione popolare: “senza una vera protesta di piazza a supporto – dicono dal Comitato “No alla Nuova Discarica a Cavallino – le singole azioni politiche, affidate solo alle pratiche giudiziarie, si infilano purtroppo in un tunnel senza certezze né temporali né di risultato”.

Comitato No Nuova Discarica a Cavallino

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