Casette dell’acqua a rischio chiusura dopo l’ennesimo atto vandalico. Video

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Le casette dell’acqua di Manduria potrebbero essere dismesse. Una decisione drastica, oggi al vaglio della New Teck, dopo l’ultimo grave episodio avvenuto domenica nell’impianto di piazza Risorgimento: ignoti hanno forzato la struttura, rubato l’incasso e provocato danni così ingenti da rendere l’intero impianto inutilizzabile.

L’ingegnere Vito D’Alessandro, responsabile della New Teck, ha sporto denuncia ai Carabinieri e sta valutando la possibilità di chiudere tutte le casette, non essendo questo il primo episodio di furto e danneggiamento registrato negli ultimi anni.

La casetta di piazza Risorgimento è una delle tre attualmente attive sul territorio, insieme a quelle di via Sant’Antonio e piazza Giovanni XXIII. Una quarta era prevista a Uggiano Montefusco, ma l’incertezza generata dai continui atti vandalici potrebbe bloccarne l’installazione.

Il danno non riguarda solo il furto dell’incasso, ma anche i costi di manutenzione straordinaria necessari per ripristinare l’impianto. Nel frattempo, la popolazione resta senza un servizio quotidiano ormai consolidato.

Le casette dell’acqua, attive da circa quattro anni, hanno garantito alle famiglie un notevole risparmio economico e un impatto ambientale estremamente positivo, grazie alla riduzione dell’uso di bottiglie di plastica.

I dati del 2025 — già molto lusinghieri — mostrano una crescita costante del 30% annuo. Applicando questo incremento, il quadro aggiornato è il seguente:

Consumi e benefici ambientali (con crescita annuale del 30%)

  • 1.127.283 litri di acqua erogata (rispetto agli 867.141 litri del 2025)

  • 751.522 bottiglie da 1,5 litri evitate (erano 578.094)

  • 90.183 grammi di CO₂ non immessi nell’ambiente (erano 69.372 g)

  • Risparmio sullo smaltimento della plastica: 11.994,52 € (erano 9.226,56 €)

  • Risparmio per le famiglie che ne hanno usufruito rispetto all’acquisto di acqua minerale: 169.092,50 € (erano 130.071,15 €)

Numeri che raccontano un’abitudine ormai radicata, capace di coniugare risparmio, sostenibilità e riduzione dei rifiuti.

La possibile chiusura delle casette rappresenterebbe un grave passo indietro per Manduria:

  • verrebbe meno un servizio economico e accessibile,

  • aumenterebbe il consumo di plastica,

  • si perderebbe un presidio ambientale apprezzato e utilizzato da migliaia di cittadini.

La speranza è che si intervenga con misure di sicurezza adeguate — come proprio le foto-trappole richieste e mai installate — affinché pochi vandali non compromettano un servizio che ha portato benefici concreti all’intera comunità.