Fermate le motoseghe: due esposti in Procura contro l’abbattimento dei “nonni verdi”

Campi Salentina – “Spegnete le motoseghe! Salvate i “Nonni Verdi” di Campi Salentina!” E’ il grido di protesta dei cittadini di Campi Salentina (Le) e dell’intero Salento preoccupati per il destino riservato ai 32 alberi monumentali della specie Pinus pinea che costituiscono una delle più belle e riconosciute vedute della città e per i quali è stato disposto il completo abbattimento.
Inutile l’invito al confronto e alla ragione avanzato dal Coordinamento Civico apartitico per la Tutela del Territorio e della Salute del Cittadino per tentare di fermare i tagli: nei giorni scorsi tre grandi Pini italici sono stati abbattuti nonostante l’intervento di diversi cittadini che ha tentato invano di salvare con il proprio corpo gli amati e bellissimi alberi ombrosi.
Dopo l’impensabile ed imprevista accensione delle motoseghe, sono stati depositati d’urgenza due esposti alla Procura della Repubblica a Lecce invocandone l’ intervento urgente a salvezza di tale patrimonio arboreo pubblico, ambientale e paesaggistico.
Il primo esposto è stato incentrato sulla assurdità del periodo scelto per questi interventi, che, violando le norme sulla “Conservazione degli uccelli selvatici”, hanno distrutto tantissimi nidi di uccelli e condannato a morte tanti nidiacei. Nel secondo esposto, ben più corposo, son state sottolineate le assurdità e le contraddizioni dell’intero progetto: dalla violazione delle “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani”, che obbligava le amministrazioni a censire e tutelare proprio quegli alberi si vorrebbero abbattere a Campi in questi giorni, alla mancanza di logicità tecnico-amministrativa nelle circonvolute trovate per tentare di giustificare gli abbattimenti, ecc.
Il Coordinamento propone di attuare anche a Campi Salentina gli stessi interventi realizzati in città come Roma dove, addirittura nei pressi del Colosseo e nel parcheggio della Stazione Termini, si è proceduto ad aggiustare strade e marciapiedi ondulati dagli apparati radicali senza intaccare le radici dei Pini, della medesima specie e grandezza, presenti.
Norme di buona tecnica, adottate anche in altri paesi del Salento, come nel centro cittadino di Poggiardo (lungo Via Unità d’Italia), a salvezza di questi alberi, preziosi per mille ragioni nel contesto urbano: dall’ossigeno, all’ombra, all’identità paesaggistica e culturale della nostra nazione che ha in quegli alti Pini ad ombrello un suo fortissimo simbolo. Norme finora ignorate del tutto a Campi Salentina giungendo ad affermare che la rimozione degli alberi è inevitabile in quanto, a seguito del tipo di interventi di rifacimento stradale previsti, essi subirebbero alle radici danni tali da renderli instabili.
Affinché nel “Salento si ponga fine al taglio scellerato delle conifere mediterranee, (Pini ad ombrello da pinoli, Pini d’Aleppo, Pini marittimi e Cipressi mediterranei colonnari e non), questa mattina, dunque, una delegazione di cittadini sensibili all’ ambiente si è recata in Procura a Lecce per incontrare i Magistrati, e dopo a Campi sono state deposte delle rose rosse sui tre ceppi, grondanti linfa e resina, dei tre grandi e sanissimi Pini tagliati tra le lacrime dei cittadini.

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