Brindisi. Tutela del Made in Italy: sequestrate oltre 42 tonnellate di passata di pomodoro

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Oltre 42 tonnellate di passata di pomodoro destinate al mercato italiano sono state sequestrate nel porto di Brindisi nell’ambito di due operazioni congiunte condotte dai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli, dai finanzieri del Gruppo Brindisi e dagli ispettori ICQRF Puglia e Basilicata.

L’intervento rientra nelle attività di vigilanza e controllo mirate a tutelare il Made in Italy e contrastare frodi e irregolarità nel settore agroalimentare.

Le indagini sono scaturite durante i controlli di routine effettuati nello scalo brindisino sui mezzi provenienti dalla Grecia. A insospettire gli operatori sono stati due camion con targa bulgara, risultati trasportare semilavorati di pomodoro destinati a due aziende italiane note per commercializzare prodotti presentati come ottenuti da materia prima nazionale.

Dai primi riscontri, la documentazione di accompagnamento indicava correttamente l’origine bulgara della merce. Tuttavia, l’ispezione fisica ha permesso di scoprire etichette applicate sulle confezioni riportanti la dicitura “Country of origin – Italy”, in netto contrasto con quanto dichiarato nei documenti. Una pratica che, se portata a termine, avrebbe generato ingenti profitti illeciti e ingannato i consumatori, oltre a rappresentare un potenziale rischio per la salute pubblica, non potendo escludere la presenza di contaminanti proibiti dalla normativa europea.

Alla luce delle irregolarità riscontrate, funzionari dell’ADM, militari della Guardia di Finanza e ispettori ICQRF hanno proceduto al sequestro di oltre 42 tonnellate di passata di pomodoro e alla segnalazione dei rappresentanti legali delle aziende destinatarie alla Procura della Repubblica di Brindisi. Le ipotesi di reato riguardano la falsa indicazione di origine prevista dall’art. 517 del Codice Penale e dall’art. 4, comma 49 della legge 350/2003.

L’operazione conferma l’importanza del lavoro svolto in sinergia tra le istituzioni coinvolte, impegnate nel garantire la tutela dei consumatori, la sicurezza alimentare e la salvaguardia del mercato nazionale da fenomeni di concorrenza sleale legati all’abuso dell’etichetta Made in Italy, riconosciuta a livello mondiale come simbolo di qualità e autenticità.