Avetrana, stop ad alcune fontane pubbliche: una scelta legata all’emergenza idrica che investe tutta la Puglia

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Il Comune difende la decisione di dismettere alcune fontane pubbliche. Alla base del provvedimento, spiegano dall’amministrazione, non vi è la volontà di cancellare un servizio storico, ma la necessità di razionalizzare l’uso dell’acqua in un contesto di grave crisi idrica regionale certificata da Acquedotto Pugliese.

Negli ultimi giorni il dibattito pubblico ad Avetrana si è concentrato sulla decisione dell’amministrazione comunale di dismettere alcune fontane pubbliche. Una scelta che ha suscitato reazioni e polemiche, soprattutto sui social network, alimentando interrogativi sul futuro di un servizio considerato da molti parte della memoria storica del paese.

A intervenire sulla questione è l’assessore ai Lavori Pubblici Francesco Saracino, che richiama l’attenzione sul contesto più ampio nel quale è maturato il provvedimento: la persistente emergenza idrica che interessa la Puglia e che, secondo le indicazioni di Acquedotto Pugliese (AQP) e dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale, ha raggiunto livelli di severità senza precedenti negli ultimi anni.

Una decisione formalizzata con atti pubblici

L’amministrazione comunale sottolinea che la scelta non è stata assunta in modo estemporaneo, ma attraverso un percorso amministrativo definito e trasparente. Il riferimento è alla deliberazione di Giunta comunale n. 131 del 5 dicembre 2024, atto pubblico nel quale vengono illustrate le motivazioni tecniche che hanno portato alla dismissione di alcune fontane, e non dell’intera rete cittadina.

Secondo il Comune, parlare di “silenzio” istituzionale o di mancanza di spiegazioni non terrebbe conto dell’esistenza di un iter amministrativo formalizzato e consultabile da tutti i cittadini.

Razionalizzare l’uso dell’acqua

Il punto centrale della decisione riguarda la gestione di una risorsa sempre più scarsa. L’amministrazione evidenzia come alcune fontane pubbliche fossero diventate punti di approvvigionamento per utilizzi ritenuti incompatibili con l’attuale situazione di emergenza: prelievi massicci da parte di autobotti, utilizzo per l’irrigazione di orti e giardini privati o per il lavaggio di mezzi.

In questo scenario, sostiene il Comune, l’acqua destinata prioritariamente al consumo umano deve essere tutelata e sottratta a impieghi non essenziali. Da qui la scelta di intervenire con misure di razionalizzazione che puntano a limitare gli sprechi e a preservare la disponibilità della risorsa.

La crisi idrica in Puglia: i numeri dell’emergenza

Le motivazioni dell’amministrazione trovano riscontro nel quadro delineato da Acquedotto Pugliese. In una comunicazione diffusa nell’ottobre 2025, AQP ha evidenziato come la regione stia affrontando una delle più severe crisi idriche dall’inizio del millennio.

Secondo i dati forniti dal gestore:

  • la disponibilità d’acqua nelle sorgenti è diminuita del 28% rispetto alla media degli ultimi dieci anni;
  • le riserve presenti negli invasi hanno registrato un calo del 61%;
  • l’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale ha portato il livello di severità idrica al massimo grado;
  • la scarsità di precipitazioni e le temperature elevate rischiano di prolungare l’emergenza anche nel 2026, che potrebbe diventare il terzo anno consecutivo di crisi idrica.

Per fronteggiare la situazione, AQP ha già introdotto riduzioni di pressione sulla rete idrica e continua a chiedere ai cittadini un uso responsabile dell’acqua per evitare misure più drastiche, come eventuali turnazioni nell’erogazione.

Un problema che riguarda l’intero territorio

L’emergenza non interessa soltanto Avetrana, ma coinvolge l’intera regione. Acquedotto Pugliese garantisce il servizio a oltre 4,3 milioni di persone e sta attuando un piano di interventi che comprende il risanamento delle reti, il riuso delle acque reflue affinate e la ricerca di nuove fonti di approvvigionamento, inclusa la realizzazione di impianti di dissalazione.

In questo contesto, l’amministrazione comunale ritiene che le decisioni assunte a livello locale debbano essere lette come parte di una più ampia strategia di tutela della risorsa idrica.

La posizione del Comune

Dal Comune ribadiscono che la misura adottata non rappresenta la soppressione di un servizio pubblico, bensì un intervento mirato per evitare usi impropri dell’acqua in una fase di forte criticità.

«Amministrare significa assumersi la responsabilità di gestire il bene comune, anche attraverso decisioni difficili», è la sintesi della posizione espressa dall’assessore Saracino, che invita cittadini e osservatori a consultare gli atti ufficiali per comprendere le ragioni del provvedimento.

La questione delle fontane pubbliche, dunque, si inserisce in un quadro ben più ampio: quello di una crisi idrica che continua a mettere sotto pressione l’intera Puglia e che impone a istituzioni e cittadini scelte orientate alla salvaguardia di una risorsa sempre più preziosa.