Assalto al portavalori. Stefanazzi (Pd): “Il Salento ha un grave problema di sicurezza, Piantedosi non può ignorarlo”
“Un attacco armato in pieno giorno su una delle arterie più trafficate del Salento certifica una situazione ormai fuori controllo sul piano dell’ordine pubblico”. È l’allarme lanciato dall’onorevole Claudio Stefanazzi, deputato salentino del Partito Democratico, dopo l’assalto al portavalori avvenuto sulla superstrada Brindisi-Lecce, culminato in un conflitto a fuoco con i carabinieri.
Secondo quanto emerso dalle prime informazioni, i responsabili dell’assalto potrebbero provenire dal foggiano, un’ipotesi che – se confermata – dimostrerebbe come il territorio salentino sia diventato un’area di attrazione per la criminalità organizzata anche proveniente da altre province. “È ciò che denunciamo da tempo – sottolinea Stefanazzi –: il Salento soffre di una grave carenza di controllo del territorio”.
Il parlamentare dem parla apertamente di un’escalation criminale: rapine con armi pesanti, assalti con esplosivi ai bancomat, incendi di auto, traffici di droga e minacce a magistrati e forze dell’ordine. “Istituzioni locali, forze dell’ordine e magistratura – afferma – sono lasciate sole, senza uomini, mezzi e strumenti adeguati, mentre il Governo continua a voltarsi dall’altra parte”.
Nel mirino del deputato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. “I piani di rafforzamento della Polizia sembrano riguardare solo il Nord e le regioni governate dal centrodestra. Il Sud, e in particolare il Salento, viene colpevolmente ignorato dall’esecutivo guidato da Giorgia Meloni”.
Stefanazzi denuncia anche il silenzio del Viminale sul piano parlamentare: “Ho presentato undici interrogazioni sulla sicurezza nel territorio salentino e il ministro non ha risposto nemmeno a una. È un comportamento inaccettabile che mortifica il Parlamento e offende una comunità che chiede protezione e presenza dello Stato”.
Infine l’appello al presidente della Camera, Lorenzo Fontana, affinché intervenga per tutelare le prerogative parlamentari e sollecitare risposte dal ministro dell’Interno. “Nel Salento – conclude Stefanazzi – si avverte il rischio di un ritorno ai tempi bui di trent’anni fa. La sicurezza dei cittadini e il rispetto delle istituzioni non sono opzionali”.

