Assalti ai bancomat in Puglia, scatta l’allarme dei sindaci: richiesta urgente al Ministero

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Cresce l’allarme sicurezza in Puglia per la lunga scia di assalti ai bancomat che negli ultimi mesi sta colpendo numerosi comuni della regione. Un fenomeno ormai definito “emergenziale” che ha spinto ANCI Puglia a inviare una nuova nota al Ministero dell’Interno, chiedendo interventi urgenti per fermare l’escalation.

La segnalazione arriva dopo una prima comunicazione inviata lo scorso 2 dicembre 2025 e raccoglie le preoccupazioni dei sindaci pugliesi e dei cittadini, sempre più allarmati dal ripetersi di assalti esplosivi agli sportelli automatici.

Negli ultimi mesi episodi si sono registrati in diverse province della regione – Foggia, Barletta-Andria-Trani, Bari, Taranto e Lecce – con un’intensificazione particolarmente preoccupante nel territorio foggiano, dove gli attacchi si susseguono con cadenza ravvicinata, a volte anche ogni pochi giorni.

Secondo l’ANCI, le modalità con cui vengono messi a segno i colpi farebbero pensare all’azione di vere e proprie reti criminali organizzate, capaci di agire rapidamente e con tecniche sempre più sofisticate.

A preoccupare non è solo il numero degli assalti, ma anche il contesto in cui avvengono. Gli sportelli presi di mira si trovano spesso nei centri abitati o nei centri storici, e le esplosioni notturne provocano danni ingenti agli edifici circostanti, oltre a mettere a rischio l’incolumità dei residenti.

Le comunità locali assistono così a scene sempre più frequenti di deflagrazioni, vetrate distrutte e strutture danneggiate, con conseguenze economiche per le attività coinvolte e un diffuso senso di insicurezza tra i cittadini.

Per questo motivo l’ANCI Puglia chiede al Ministero dell’Interno di attivare misure straordinarie di prevenzione e contrasto, promuovendo una strategia coordinata a livello regionale.

Tra le richieste avanzate anche l’avvio immediato di un confronto operativo tra Ministero, Prefetture e sindaci per definire azioni condivise e il rafforzamento dei presidi delle forze dell’ordine, soprattutto nelle aree più colpite, dove – secondo l’associazione – gli organici risultano spesso inferiori al minimo previsto.

L’obiettivo è restituire alle comunità locali condizioni di sicurezza e accesso ai servizi essenziali, come il prelievo di contanti, e soprattutto ripristinare la percezione della presenza dello Stato nei territori più esposti a questo tipo di criminalità.