Assalti ai bancomat con esplosivi: fermata la banda che terrorizzava il Tarantino. Video

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Una lunga scia di esplosioni nella notte, sportelli bancomat distrutti e interi quartieri svegliati da boati: è finito l’incubo che negli ultimi mesi ha colpito diversi comuni del Tarantino e delle aree limitrofe. La Procura della Repubblica di Taranto ha disposto il fermo di cinque persone, ritenute gravemente indiziate di una serie di assalti agli ATM con ordigni esplosivi artigianali, le cosiddette “marmotte”.

Si tratta di Cataldo Bartolo, 46 enne barese ritenuto la mente dell’organizzazione coadiuvato dal resto della banda, giovanissimi, tra i 20 e i 28 anni: Rocco Fronza di Palagiano, Valentino Intini di Massafra, Simone Vinella e Alessandro Longo di Grumo Appula. Il provvedimento è stato eseguito dai Carabinieri del Comando Provinciale di Taranto tra Napoli, Palagiano (Taranto) e Toritto (Bari), al termine di un’indagine avviata lo scorso novembre dopo un preoccupante aumento di attacchi ai bancomat in diversi centri pugliesi.

I colpi, messi a segno con una tecnica estremamente pericolosa, hanno interessato inizialmente Montemesola, Monteiasi, Mottola, Palagiano e Ginosa, oltre a Scanzano Jonico in Basilicata. Le esplosioni, spesso avvenute in zone abitate, hanno causato ingenti danni e creato seri rischi per la pubblica incolumità.

In più occasioni, durante la fuga, i banditi avrebbero disseminato sull’asfalto chiodi artigianali a quattro punte, i cosiddetti “tripodi”, per rallentare l’intervento delle forze dell’ordine. In uno degli episodi, una pattuglia dei Carabinieri ha riportato il danneggiamento di uno pneumatico, fortunatamente senza conseguenze per i militari.

Le indagini – complesse e rapide – hanno permesso di ricostruire nel dettaglio il modus operandi del gruppo: sopralluoghi preventivi, uso di auto rubate o con targhe clonate, veicoli abbandonati e talvolta incendiati o contaminati con estintori per cancellare tracce, e fughe a velocità elevatissime, anche oltre i 200 km/h.

L’inchiesta ha inoltre svelato collegamenti con assalti analoghi in altre regioni del Sud e del Centro Italia, tra cui Campania, Calabria, Basilicata e Lazio. Solo per gli episodi accertati in Puglia e Basilicata, il bottino supererebbe i 200 mila euro, ma considerando i colpi fuori regione la cifra complessiva potrebbe avvicinarsi al milione di euro.

La fase operativa ha visto in campo oltre 100 Carabinieri, con il supporto dell’elicottero del 6° Nucleo di Bari e di reparti specializzati per interventi ad alto rischio. Durante le perquisizioni sono stati sequestrati anche oltre 100 grammi di cocaina e più di 35 mila euro in contanti, ritenuti provento dell’attività criminale.

I cinque fermati sono stati trasferiti nelle case circondariali di Taranto, Bari e Napoli Poggioreale. Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e, come previsto dalla legge, vale la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

Un’operazione che, sottolineano gli inquirenti, rappresenta un colpo importante alla criminalità predatoria e un segnale concreto di maggiore sicurezza per i cittadini pugliesi.