Arnò sull’approdo di Torre Colimena: «Prima di avvitare le passerelle nella sabbia bisogna fare i conti con il mare»

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L’approvazione in Consiglio comunale della mozione che rilancia la possibilità di realizzare un approdo turistico nella baia di Torre Colimena offre al consigliere comunale di minoranza Ferdinando Arnò lo spunto per una riflessione critica sull’intervento e, più in generale, sul rapporto tra sviluppo turistico e tutela della costa.

Arnò parte proprio dalle caratteristiche dell’ipotesi progettuale discussa in aula, immaginando, anche attraverso un fotomontaggio, un sistema di passerelle galleggianti disposte parallelamente alla spiaggia, con le imbarcazioni ormeggiate. Nel suo commento richiama inoltre l’espressione utilizzata durante il Consiglio comunale dal consigliere della Lega Francesco Ferretti De Virgilis per descrivere il sistema di ancoraggio: strutture «avvitate nella sabbia».

È proprio su questa definizione che Arnò costruisce una parte della sua riflessione, contrapponendola alle iniziative di tutela ambientale già previste per Torre Colimena.

Il consigliere richiama, in particolare, un finanziamento regionale di 450 mila euro destinato alla tutela degli ecosistemi marini dell’area, con interventi indicati come «sea friendly», dissuasori contro l’ancoraggio e sistemi di ormeggio finalizzati alla protezione delle aree considerate vulnerabili.

Da qui la domanda posta da Arnò: come conciliare gli interventi di protezione dei fondali con la prospettiva di un approdo turistico?

Una questione che, secondo il consigliere, non può essere affrontata senza considerare il quadro di tutela ambientale che interessa la zona. Torre Colimena ricade infatti nella ZSC IT9130001 “Torre Colimena” della Rete Natura 2000 e nell’area sono presenti le Riserve Naturali Regionali Orientate del Litorale Tarantino Orientale, comprendenti anche la Salina e le dune di Torre Colimena.

Arnò sottolinea quindi che un eventuale intervento dovrà confrontarsi con il progetto, con le verifiche tecniche, con i vincoli esistenti e con le procedure ambientali previste per un’area sottoposta a tutela.

Il consigliere sposta poi l’attenzione su un aspetto più strettamente tecnico: la reale capacità dell’approdo e gli spazi necessari per garantire l’accesso, l’uscita e le manovre delle imbarcazioni in condizioni di sicurezza.

«Bisognerà verificare quante imbarcazioni possano realmente starci», osserva Arnò, ipotizzando che la capacità del sistema progettato possa risultare inferiore al numero di imbarcazioni che oggi utilizzano gli ormeggi presenti nella baia.

Ma nella sua riflessione c’è un altro elemento: il comportamento del mare.

Arnò richiama infatti l’esposizione di Torre Colimena alle mareggiate e, con il consueto tono ironico, osserva che prima di installare passerelle galleggianti e sistemi di ancoraggio nella baia sarebbe opportuno acquisire informazioni da chi conosce direttamente quel tratto di costa e ne osserva da anni le condizioni.

Il rischio – scrive Arnò immaginando le possibili conseguenze di una mareggiata particolarmente intensa, – è che possa inaugurarsi una nuova «linea internazionale» Torre Colimena-Tunisia, passerelle comprese.

Al di là della provocazione, il punto centrale della riflessione di Arnò è dunque la necessità di verificare la sostenibilità tecnica e ambientale dell’intervento prima di procedere, tenendo insieme tutela dell’ecosistema, sicurezza delle strutture, caratteristiche meteomarine della baia e reale funzionalità dell’eventuale approdo.