ANSI: Il tema della dignità della donna tra arte, religione e rispetto culturale
Il valore della donna, al centro di un convegno organizzato da A.N.S.I., Associazione Sottufficiali d’Italia, sezione di Manduria e patrocinato dal Comune di Manduria.
Non nuova all’organizzazione di eventi che ribadiscono un impegno a favore della comunità, l’associazione ANSI, porta al dibattito un argomento tanto importante ma anche urgente e purtroppo attuale.
Basato sul tema “Basta Violenza sulle donne”, l’incontro con la comunità, tenutosi presso il Convento dei Padri Passionisti di Manduria, ha sviluppato concetti e riflessioni che guardano costantemente ad un rinnovamento culturale che possa portare al centro del dibattito un equilibrio anche sul piano pratico e di pari dignità per entrambi i sessi.
Al tavolo dei relatori oltre al Presidente ANSI, Pietro Carmelo Mitrangolo che ha sottolineato come sia necessario ed utile mantenere un’attenzione costante nei confronti del tema scelto, erano presenti Padre Luca Fracasso e Padre Pietro Conenna, parroci della Chiesa di Santa Gemma Galgani e di San Paolo della Croce, dott.ssa Fabiana Rossetti, Assessore ai Servizi Sociali del Comune di Manduria e la prof.ssa Antonietta Carrozzo, volontaria casa accoglienza di Manduria.
Il tema trattato, che nel mese di novembre, il 25 come data, assume un significato particolare per via della istituzione della giornata internazionale contro la violenza sulla donna, è stato sviluppato dai relatori presenti in base alle proprie competenze: per padre Luca, il tema: “non solo è attuale ma anche ‘storico’. Ora c’è più consapevolezza ma anche nei tempi passati c’è stata violenza sulle donne ma non se ne parlava. Riconoscere gli altri, significa riconoscere se stessi e dunque ci consente di entrare in una dinamica umana in cui il rispetto non deve nascere dalla diversità ma dall’esigenza e nell’esigenza di conoscersi uguali. Il riferimento è anche nella Bibbia, Libro Genesi, dove esistono entrambi i processi, prima nell’uguaglianza e successivamente nella diversità che esiste solo per indurre l’uomo e la donna a riconoscersi attraverso lo sguardo di Dio”.
Da questo assunto teologico e biblico, che sfocia poi in una consapevolezza cristiana dell’essere umano, gli interventi successivi, quello dell’assessore Rossetti e della professorezza Carrozzo che, in base alla propria attività politico-amministrativa l’una e in fede all’ esperienza personale come ex docente e come attuale volontaria nella Casa dell’Accoglienza l’altra, hanno sostenuto il concetto di parità assoluta. Concetto al quale si può giungere alimentando la cultura del rispetto e della tutela della dignità femminile, in ogni luogo come la scuola, il posto di lavoro e soprattutto la famiglia.
Momento decisamente complementare ed integrativo alla serata, la mostra e l’intervento del maestro ed artista Maurizio Montesardo. Nato a Manduria nel 1962, sceglie come immediata compagna di vita la musica che trova massima espressione attraverso l’insegnamento e la composizione (suoi lavori sono presenti nei repertori e nelle discografie di vari gruppi musicali). Attualmente, libero dagli impegni scolastici, ha scelto di dare voce a un altro linguaggio interiore: la pittura. Colori e forme diventano la nuova partitura attraverso cui racconta emozioni, ricordi, visioni del suo universo artistico. La sua pittura cerca di vedere e percepire la realtà con occhi nuovi, occhi di un fanciullo che si emoziona per motivi che non si possono comprendere con la sola ragione. Ed in occasione proprio del convegno “Basta violenza sulle donne” espone 19 dipinti tra acrilici su tela ed acquerelli su cartoncino. Tra essi due chiari omaggi a figure femminili: uno alla grande Frida Kahlo ed uno alle donne in divisa che con il loro coraggio contribuiscono alla serenità delle comunità. Coinvolto nel dibattito, il suo intervento si è concentrato sullo spessore artistico, l’intuito femminile e la vita di donne che si sono affermate in campo musicale e artistico come: Artemisia Gentileschi; Fernanda Wittgens, Antonia Brico, Frida Kahlo e Chiquinha Gonzaga.
La mostra, adibita nei locali del teatro del Convento dei Passionisti, si è arricchita ulteriormente con la visita alla biblioteca che, con i suoi 30 mila libri, datati anche al 1830 e con manoscritti del ‘500, ha affascinato i presenti e fatto scoprire un luogo ancora poco conosciuto e per questo ancora più suggestivo.
Francesca Rita Nardelli

