Al Centro Fauna di Manduria oltre 200 animali selvatici soccorsi a Giugno alcuni provenienti da aree colpite da incendi. Video

Condividi

Sono oltre duecento nel solo mese di Giugno gli animali soccorsi dal Centro Fauna di Manduria. Tra i recuperi anche una nidiata di assioli e una rara testuggine palustre europea provenienti dall’area devastata dall’incendio di Torre Colimena. “La natura ci sta ricordando ciò che rischiamo di perdere”.

Un’attività intensa, resa possibile grazie alla collaborazione tra cittadini, associazioni, Polizie Locali e al supporto scientifico dell’Osservatorio Faunistico Regionale.

Tra gli esemplari soccorsi figurano rapaci diurni e notturni, una rara ghiandaia marina, numerosi rondoni, rondini e balestrucci, oltre ai primi pulli di grillaio, il piccolo rapace migratore che nidifica sugli edifici storici dei centri abitati e che, dopo il primo volo, viene spesso ritrovato in difficoltà sulle strade.

Il Centro conferma inoltre la propria disponibilità a collaborare con le scuole per diffondere la conoscenza della fauna selvatica e sensibilizzare le nuove generazioni sull’importanza della tutela della biodiversità.

Particolarmente significativi sono due dei recuperi effettuati negli ultimi giorni: una nidiata di tre assioli e un raro esemplare di testuggine palustre europea, entrambi provenienti dalla zona interessata dal recente incendio di Torre Colimena. La testuggine, ormai stabilizzata, entrerà a far parte del progetto NESTS, dedicato proprio alla conservazione di questa specie.

Il Centro invita chiunque trovi fauna selvatica in difficoltà a contattare il numero 331 9768753, ricordando che una segnalazione tempestiva può fare la differenza tra la vita e la morte di molti animali.

Le immagini degli animali recuperati nelle aree percorse dal fuoco raccontano una realtà che spesso rimane invisibile. Quando un incendio devasta un bosco, una pineta o un’area naturale, non bruciano soltanto alberi e macchia mediterranea: vengono distrutti nidi, tane, habitat e interi ecosistemi. Molti animali muoiono tra le fiamme, altri sopravvivono riportando ustioni, traumi o perdendo definitivamente il proprio ambiente di vita.

Il lavoro del Centro Fauna di Manduria rappresenta un presidio fondamentale per il territorio, ma non può essere considerato una risposta sufficiente a un fenomeno che continua a ripetersi ogni estate. La vera sfida è prevenire.

Serve un cambio di rotta culturale prima ancora che operativo. La tutela del patrimonio naturale non può essere affidata soltanto alla buona volontà di volontari, associazioni e operatori che intervengono dopo l’emergenza. Occorre investire maggiormente nella prevenzione degli incendi, nel controllo del territorio, nell’educazione ambientale e nell’applicazione rigorosa delle norme che proteggono le aree naturali.

Le leggi esistono e devono essere applicate con fermezza, perché difendere il patrimonio ambientale significa salvaguardare il “creato”, la biodiversità e il futuro delle nuove generazioni. Ogni incendio che distrugge un’area naturale non rappresenta soltanto un danno paesaggistico o economico, ma una ferita inferta a un equilibrio costruito in decenni, talvolta in secoli.

La storia della testuggine palustre europea salvata a Torre Colimena è un piccolo segnale di speranza. Ma non possiamo affidarci soltanto ai miracoli del soccorso. La vera vittoria sarà quando questi animali non avranno più bisogno di essere salvati dalle conseguenze di incendi che, troppo spesso, potevano essere evitati.

La collaborazione dei cittadini resta fondamentale: segnalare tempestivamente la fauna in difficoltà, rispettare l’ambiente e contribuire alla prevenzione degli incendi sono gesti concreti che possono fare la differenza. Perché proteggere la natura significa, in definitiva, proteggere anche noi stessi.