Acqua irrigua, conguagli 2022: cartelle raddoppiate e protesta delle organizzazioni agricole
Il costo dell’acqua per irrigare i campi diventa un nuovo fronte caldo in Puglia. Le cartelle a conguaglio 2022 inviate agli agricoltori dal Consorzio di Bonifica Centro Sud Puglia stanno sollevando un’ondata di proteste: in alcuni casi le tariffe risultano quasi raddoppiate.
La decisione del Consorzio di sospendere le cartelle relative all’ex Consorzio Terre d’Apulia viene accolta con favore, ma ora si chiede che la misura venga estesa a tutti gli altri ex Consorzi (Stornara e Tara, Arneo, Ugento Li Foggi).
A sollecitare un intervento uniforme è la CIA – Agricoltori Italiani Puglia. «Non si possono fare due pesi e due misure. Non esistono agricoltori di serie A e di serie B», afferma il vicepresidente nazionale e presidente regionale Gennaro Sicolo, chiedendo alla Regione nuove risorse per alleggerire il peso economico sulle aziende.
Il nodo riguarda i conguagli decisi a fine 2022, in piena emergenza energetica legata anche alla guerra in Ucraina, ma notificati solo tra novembre e dicembre 2025. Un ritardo che oggi si traduce in richieste pesanti per le imprese agricole, comprese quelle zootecniche, dove il costo dell’acqua sarebbe passato da 2 euro a 3,70 euro al metro cubo.
Sulla stessa linea anche la Coldiretti Puglia, che chiede la sospensione immediata di tutte le cartelle e un incremento del contributo regionale previsto dalla legge regionale 15/2025. L’organizzazione parla apertamente di richieste “illegittime” e annuncia verifiche legali, con la possibilità di avviare contenziosi per annullare gli addebiti.
«È un colpo basso per imprese già in difficoltà», denuncia il presidente Alfonso Cavallo, mentre il direttore Pietro Piccioni sottolinea «calcoli opachi e comunicazioni tardive».
La partita ora si sposta alla Regione Puglia, chiamata a trovare risorse aggiuntive per evitare che il caro-acqua si trasformi in un ulteriore aggravio per un comparto strategico dell’economia regionale.
Nel frattempo, tra gli agricoltori cresce la tensione: pagare oggi conguagli relativi a tre anni fa rischia di mettere in crisi aziende già alle prese con costi energetici e produttivi fuori controllo.

