A Taranto esposto l’Albero dei Tutti, simbolo e testimonianza della lotta alla Mafia

Condividi
Si è svolta questa mattina la cerimonia di presentazione dell’opera “L’albero dei Tutti” ospitato nella splendida cornice del Castello Aragonese di Taranto.

“Quest’opera che abbiamo fortemente voluto a Taranto” – sono le parole del Questore Massimo Gambino – “rappresenta il simbolo della legalità e della lotta alla mafia. Il Questore ha rivolto un particolare ringraziamento alla Marina Militare ed ai Vigili del Fuoco”.
Alla cerimonia di inaugurazione dell’esposizione era presente anche la segreteria del sindacato di Polizia -S.I.A.P. Il Segretario Generale jonico, Pasquale ANTONAZZO esprime piena soddisfazione per la manifestazione promossa dalla Fondazione Falcone e fortemente voluta dal Sig. Questore di Taranto dott.
Massimo GAMBINO e dal Comandante Interregionale Marittima Sud, Ammiraglio di Squadra, dott. Vincenzo MONTANARO. “Un evento, importante e significativo, quello di oggi, – ha affermato Antonazzo –  un’opera scultorea “quella dell’Albero dei Tutti”, simbolo e testimonianza della lotta alla Mafia.
Nell’occasione, il dirigente S.I.A.P. ha aggiunto che, l’organizzazione che rappresenta, da numerosi anni, sia a livello centrale che periferico, organizza eventi socio- culturali insieme a varie associazioni e scuole di ogni grado e ordine, al fine di diffondere temi sulla cultura della legalità, dei diritti di cittadinanza, volti
a sensibilizzare sul valore storico-istituzionale e sociale della lotta contro la mafia. Riferisce inoltre che, oggi il tema della sicurezza è diventato sempre più complesso ed urgente e, pertanto, deve essere affrontato con maggiore determinazione e misure efficaci. E’ necessario che la Politica dimostri
concretamente di voler investire “in sicurezza” attraverso lo stanziamento  di più risorse per le indagini , sia in uomini e in tecnologie. Gli organici della Polizia di Stato e delle altre forze di Polizia sono in sofferenza su tutto il territorio nazionale. Basti ricordare che, l’apparato investigativo, da oltre un
ventennio, ha visto il pensionamento di – personale addetto – senza sostituzione con lo stesso nr. in uscita, limitando così, l’efficacia operativa che fa oramai affidamento su poliziotti che, in linea generale, ha media anagrafica che si avvicina ai 50 anni. Nonostante tutto è necessario non dimenticare quello che deve essere l’obiettivo comune: “La lotta contro la mafia”.