A Manduria i Cantacunti con “RosaMora” e le altre…storie di donne del Sud, storie di donne vere
Incastonata come una perla rara nella splendida cornice del chiostro del Convento di San Francesco, la rappresentazione di “RosaMora e le altre, storie di donne del sud”, andata in scena ieri sera, ha saputo catalizzare l‘attenzione di un pubblico silenzioso ma decisamente attento.
Le vicende, raccontate dalla voce e chitarra di Gianni Vico e dalla voce narrante di Maria Rosaria Coppola, hanno permesso alla rappresentazione, di prender forma attraverso la descrizione dell’universo della donna, spesso contraddistinto da inutili sofferenze e pregiudizi.
RosaMora, schiava africana di Calimera, diventa, così, la protagonista di una narrazione che, trapassando secoli e vicissitudini, ridona onore alla dignità femminile: l’eroina non più come riscatto ma soprattutto come fonte di verità, spesso scomoda ma che viene abilmente raccontata dagli artisti e supportata dalle “vissute” melodie regalate dai maestri Roberto Bascià ed Antonio Libardi.
Come lo spettatore già sa, nei lavori dei Cantacunti, Compagnia di Cantastorie, le parole, la musica e la narrazione, sono risorse imprescindibili attraverso le quali dar vita e voce ad un racconto che trasuda le regole del Sud (anche del mondo), dei suoi colori e profumi che spesso fanno da sfondo a storie forti e livide.
La rappresentazione, inserita nella rassegna Venti di Parole e promossa dalla Libreria Caforio di Manduria, ha regalato momenti di profonda riflessione sulla figura della donna, spesso considerata come la causa di eventi che nulla hanno a che fare con la logica e la ragione, ma afferenti ad un mondo pieno di pathos e a volte di superstizione.
E allora streghe, brigantesse, patriote, carbonare e giornaliste, fanno da cornice ad una realtà spesso considerata in superficie, dove sullo sfondo troviamo miseria e pochezza d’animo.
Se le “donne” dei Cantacunti sono custodi di antichi segreti ed inevitabili verità, tutta la rappresentazione è degna di esser vista e vissuta da angolazioni diverse, per riflettere sul senso della vita e della storia, contenitori di ineguagliabili emozioni.
Francesca Rita Nardelli

