A Campomarino di Maruggio c’è un killer di gatti. Rinvenuto topicida. Sterminata un’intera colonia felina. Video

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A Campomarino di Maruggio, nella zona del Seminario un’intera colonia felina è stata decimata da bocconi avvelenati. Una strage silenziosa, crudele, che scuote la comunità e solleva interrogativi urgenti sulla sicurezza, sul rispetto della vita animale e sulla tutela dell’immagine di una località a forte vocazione turistica.

Secondo le testimonianze raccolte, tutto sarebbe iniziato circa un mese fa. Una volontaria, impegnata da anni nella cura e nella sterilizzazione dei gatti randagi, aveva rinvenuto un gatto morto tra le aiuole, proprio nel punto in cui oggi sono stati trovati i bocconi contaminati. In quell’occasione intervennero i vigili urbani e la carcassa venne inviata all’Istituto Zooprofilattico per gli esami autoptici. Da allora, però, nessun esito sarebbe stato comunicato.

Un episodio isolato? Tutt’altro. Le volontarie raccontano che ogni estate, con il ritorno dei residenti nelle case delle vacanze, si registrano casi sospetti di avvelenamento. Una pratica che sembrava circoscritta, ma che oggi assume i contorni di un disegno sistematico.

Nelle ultime ore la situazione è precipitata. Sono stati ritrovati piattini contenenti cibo mischiato a topicida e diversi gatti morti nella stessa area. Una residente avrebbe consegnato alle autorità un altro esemplare senza vita, rinvenuto tra il 25 e il 26 aprile. Nel frattempo, molti gatti della colonia risultano scomparsi: tra loro anche un maschio sterilizzato da poco, segno di una possibile escalation.

Sui social si moltiplicano le segnalazioni: c’è chi ricorda episodi analoghi avvenuti negli anni precedenti, sempre nella stessa zona. Un quadro inquietante, che lascia intravedere la presenza di un killer di gatti che agisce indisturbato.

Le volontarie, che da anni si occupano della sterilizzazione e della cura dei randagi, manifestano indignazione e sconforto: vedono vanificato un lavoro costante, civile e conforme alle normative sulla tutela degli animali. “È una mattanza”, raccontano. “Ogni estate ricomincia tutto da capo. Non è più tollerabile”.

Sul posto sono intervenuti nuovamente vigili e carabinieri, che hanno sequestrato i piattini sospetti per sottoporli ad analisi. Un primo passo, ma ora serve molto di più: serve un’indagine approfondita ascoltanto tutti i residenti, che individui i responsabili e impedisca che la vicenda venga archiviata nel silenzio.

Campomarino rischia ora di essere associata a un fenomeno crudele e ripetuto nel tempo. In un’epoca in cui i turisti scelgono le destinazioni anche in base alla sensibilità ambientale e al rispetto degli animali, episodi come questo possono compromettere la reputazione del territorio.

È indispensabile che il Comune di Maruggio intervenga con decisione:

  • verificando le telecamere presenti in zona,

  • intensificando i controlli,

  • predisponendo misure di prevenzione,

  • sostenendo il lavoro delle volontarie,

  • promuovendo campagne di sensibilizzazione.

Non si tratta solo di tutelare gli animali, ma di difendere il nome e il decoro di una località che vive anche di turismo.

La collaborazione dei residenti può essere decisiva: le volontarie invitano a segnalare movimenti sospetti, testimoniare, non voltarsi dall’altra parte. Quanto accaduto nella zona del Seminario non è un episodio marginale: è un attacco alla convivenza civile, alla legalità e alla dignità di un’intera comunità.

Individuare e punire il responsabile è un dovere morale e giuridico. Come ricordava Gandhi, “La civiltà di un popolo si misura dal modo in cui tratta gli animali”. Campomarino non può permettere che il proprio nome venga legato a una strage di gatti. È il momento di reagire, insieme.