Taranto: sciolto il consiglio provinciale

Probabilmente si attendeva di completare il mese o, forse, di conoscere l’esito delle consultazioni amministrative, comunque, oggi il consiglio provinciale di Taranto è giunto al capolinea. Un paio di settimane fa si registrò una sorta di balletto tra dimissioni annunciate ma mai concretizzate, conseguenti alla bufera giudiziaria che lo scorso 15 maggio si era abbattuta sull’Ente con l’arresto del presidente Gianni Florido (Pd) e dell’ex assessore provinciale all’Ambiente, Michele Conserva ed un funzionario nell’ambito dell’inchiesta Ambiente svenduto sull’Ilva. Nonostante la sospensione dall’incarico, da parte del prefetto di Taranto, Claudio Sammartino, del presidente e, vista l’assenza del vice presidente e la successiva nomina a Commissario dell’Ente del prefetto di Bari, Mario Tafaro, il consiglio provinciale, composto da 30 consiglieri, era rimasto in carica, in quanto un primo tentativo di scioglimento si era rivelato nullo poiché, le 16 firme depositate non erano state contestuali, così come prevede la legge.
PrefetturaTaranto

In un secondo caso, invece, si presentarono all’appello solo pochi consiglieri e quindi non fu raggiunto il numero minimo necessario. Oggi, invece, si sono presentati tutti insieme dinnanzi al segretario Generale della Provincia per procedere così allo scioglimento del consiglio provinciale. Ora non si sa bene ancora quale sarà la sorte dell’Ente se saranno confermati o meno gli orientamenti della Legge di stabilità che prevedeva com’è noto tagli ed una serie di nuove impostazioni sull’attività nell’ambito del riordino delle Province

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