Omicidio Bianco: indagini ad una svolta. Sospettati in due

LECCE – Erano stati ascoltati subito dopo il ritrovamento del cadavere semicarbonizzato di Massimo Bianco, il 41enne di Martano freddato con un colpo d’arma da fuoco alle testa e poi bruciato nelle campagne al confine tra il suo paese e Carpignano Salentino. Antonio Zacheo di 27 anni ed Antonio Gabrieli, di 53, anch’essi di Martano, risultano indagati per l’omicidio del’imprenditore con alle spalle precedenti penali. Il primo era socio della vittima in una ditta specializzata nel commercio di materiale edile, mentre il secondo un suo dipendente.
Ai due è stato notificato l’atto di conferimento di incarico dell’autopsia, che è stata eseguita oggi presso la camera mortuaria dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce, dal medico legale Roberto Vaglio.

I carabinieri del Nucleo investigativo, della Compagnia di Maglie e della stazione di Martano che, coordinati dal procuratore aggiunto Antonio De Donno, indagano per stabilire movente e responsabili dell’efferato delitto, avevano quasi subito sequestrato la Nissan Micra di propretà di Gabrieli. Secondo la versione fornita dagli indagati, l’auto, giovedì pomeriggio, sarebbe servita ad entrambi per accompagnare Bianco ad un appuntamento lasciandolo lungo la Melendugno-Carpignano, all’altezza dell’ingresso del terreno in cui lo ha ritrovato sabato pomeriggio verso le tre un contadino.

Intanto, l’autopsia ha confermatio che il 41enne è stato ucciso con un singolo colpo di pistola alla testa, che ha trapassato il cranio da destra verso sinistra. Ha escluso inoltre la presenza di segni di lotta (graffi o escoriazioni), che fa pensare si sia trattato di una trappola in cui la vittima è caduta senza sospettare di nulla.

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