Spararono contro una comitiva di giovani all’uscita dalla discoteca: arrestati due baresi.

Castellaneta – Individuati ed arrestati all’alba di oggi i responsabili del tentato omicidio di quattro giovani tarantini feriti a colpi di pistola dopo una lite in discoteca.
In manette sono finiti Ferruccio Antonio Marino, 33 anni, e Sergio Triggiani, di 31, entrambi con precedenti, residenti nel quartiere Japigia, a Bari. Nei loro confronti i Carabinieri del Reparto Operativo di Taranto e della Compagnia di Castellaneta, in collaborazione dei militari del Comando Provinciale di Bari, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Taranto, Vilma Gilli, su richiesta del Pm Remo Epifani.

I fatti risalgono alla mattina del 9 marzo scorso quando una comitiva di tarantini, all’interno di una discoteca alla periferia di Castellaneta, fu avvicinata da un gruppo di giovani con inflessione dialettale barese. Uno di questi, poi identificato nel Triggiani, attratto dalla maglietta che indossava uno dei giovani tarantini, aveva tentato di strappargliela di dosso e poi di colpirlo con calci e pugni, senza riuscirci sia per la resistenza della vittima sia per l’intervento degli addetti alla sicurezza del locale.
Solo pochi minuti più tardi l’aggressione era proseguita all’esterno, nell’area parcheggio, dove solo la presenza di una rete metallica tra i due gruppi, aveva evitato il peggio.
Infastiditi, i giovani tarantini, dopo aver raggiunto altri amici, si erano dalla discoteca a bordo di un’autovettura Toyota Yaris. Ben presto però si erano accorti di essere inseguiti da due auto, una Opel Corsa ed una Volkswagen Tiguan, entrambe di colore bianco. Speronata in più occasioni con l’evidente intento di bloccarla, la Yaris era stata costretta a fermarsi dopo essere stata violentemente tamponata all’altezza dello svincolo per la S.S. 106. Per sottrarsi agli aggressori il conducente aveva quindi deciso di proseguire la marcia ma aveva imboccando per errore una strada senza uscita ed era stato costretto a fermarsi dopo pochi metri.
Era stato allora che dalla Tiguan era sceso un passeggero che, armato di pistola calibro 7.65, aveva sparato contro i giovani a bordo della Yaris tutti i colpi disponibili, continuando a premere il grilletto anche quando l’arma era ormai scarica. Gli aggressori si erano quindi allontanati facendo perdere le loro tracce.
L’azione violenta, durata solo pochi secondi e compiuta con la piena volontà di uccidere, sorprese gli occupanti della Toyota che rimasero impietriti, scossi dalla brutalità dell’evento. Il conducente 25enne e l’amico 26enne che gli sedeva accanto riportarono lesioni gravissime: il primo venne trasportato presso l’Ospedale civile di Castellaneta, il secondo presso l’Ospedale SS. Annunziata di Taranto dove, giudicato in “prognosi riservata”, fu sottoposto ad un immediato intervento chirurgico. Gli altri tre occupanti del veicolo, una ragazza di 24 anni e due ragazzi rispettivamente di 28 e di 18 anni, rimanevano miracolosamente illesi.

Gli arresti eseguiti oggi chiudono mesi di indagini che attraverso l’esame dei filmati registrati dal sistema di videosorveglianza del locale e di telecamere istallate lungo la strada tra Castellaneta e Bari, e le dichiarazioni rese da testimoni dei fatti, hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti dei due indagati, accusati oltre che di tentato omicidio anche di detenzione e porto illegale di pistola e di violenza privata continuata.
In particolare, Ferruccio Antonio Marino è stato riconosciuto da testimoni quale l’autista della Tiguan; Sergio Triggiani, invece, è ritenuto l’aggressore del giovane tarantino all’interno della discoteca e l’autore degli spari.
Al momento della cattura Marino, che già nei giorni successivi all’aggressione si era reso irreperibile temendo che la sua vettura (alla quale aveva fatto frettolosamente riparare il paraurti con cui aveva speronato la Yaris) fosse stata individuata, si nascondeva in un “covo” che aveva ricavato, chiudendo un vano tecnico del piano terra della palazzina di via Appulo in cui risiede. Il covo, un miniappartamento completamente abusivo, era arredato di tutto punto e munito di televisore, divano ed altri confort. L’uomo non è sfuggito, però al fiuto dei cani dell’Arma che ne hanno segnalato la presenza all’interno, inducendo i militari ad irrompere da una piccola finestra. Perquisita la sua abitazione, i militari hanno trovato inoltre,nascosti in un mobile, 9 gr. di hashish.
I due sono ora rinchiusi nel carcere di Bari.

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