Sequestravano i commercianti per rapinare i loro negozi: in manette quattro giovani

COPERTINO – Tra gennaio e febbraio avevano seminato il terrore tra i commercianti, soprattutto nella zona di Copertino: quattro giovani sono stati arrestati questa mattina perché ritenuti responsabili delle rapine al titolare della gioielleria De Lumè e a un dipendente del supermercato Dico.
Si tratta di Gianluca Calabrese 26 anni, Andrea Riccardo Frisenda , di 21, Cosimo Salvatore Suppressa e Mirko D’Adamo , entrambi 25enni, tutti del posto.
Nei loro confronti è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emesse dal gip Annalisa De Benedictis, per i reati di associazione a delinquere dedita alle rapine, sequestro di persona, concorso in rapina aggravata con uso delle armi, detenzione e porto di pistola, violenza privata, furto di autovettura, incendio ed altro in danno di commercianti e di privati cittadini.
Partendo dalle testimonianze delle vittime, i Carabinieri della Compagnia di Gallipoli e della Tenenza di Copertino sono riusciti in breve tempo a identificare i componenti della banda di rapinatori e, grazie ai riscontri forniti dai filmati di videosorveglianza, dalle intercettazioni telefoniche e dallo studio attento e meticoloso dei tabulati, è stato possibile chiudere le indagini.

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Identica la tecnica utilizzata in entrambi i colpi messi a segno il 9 gennaio e il 5 febbraio scorsi: i rapinatori a bordo di una A6 bloccarono a tarda sera le autovetture delle vittime sulla Sp 124 che collega Copertino a Carmiano, intimando loro di fermarsi. Con le armi puntate contro, incappucciati e maltrattati, i malcapitati furono condotti in un casolare abbandonato in aperta campagna, situato in località “Olmo” (da cui il nome dell’operazione), e obbligati a consegnare le chiavi della loro attività commerciale e a svelare la combinazione della cassaforte. Sia il titolare della gioielleria (originario di Carmiano) che il dipendente del Dico (residente a Novoli) furono tenuti in ostaggio da uno dei malviventi mentre il resto della banda, indisturbato, faceva razzia all’interno dei negozi. Le vittime vennero poi liberate e lasciate a piedi mentre i banditi fuggivano con il bottino, complessivamente circa 45 mila.
L’auto utilizzata fu poi ritrovata bruciata ad Avetrana.

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