Sequestrato il depuratore “Gennarini”: sversava liquami in mare e sulla battigia

TARANTO – Il depuratore comunale “Gennarini”, in Mar Grande, è stato sequestrato oggi a Taranto dalla Capitaneria di Porto che ha accertato lo stato di totale degrado ed abbandono in cui versavano tutte le strutture, con assenza della pur minima attività di manutenzione e conseguente grave malfunzionamento dello stesso impianto, che in tal modo non era più in grado di assolvere alla funzione alla quale è preposto”.
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Durante il sopralluogo i militari hanno accertato “un consistente sversamento a cascata di liquami non depurati, in atto direttamente sulla battigia, con odore nauseabondo che pervadeva l’intera zona”. Il sequestro è stato immediatamente disposto dall’autorità giudiziaria. Le opere oggetto di sequestro penale sono costituite dall’intero impianto di sollevamento del depuratore per una superficie di 5.600 metri quadrati con annesso scarico di troppo pieno realizzato su pubblico demanio marittimo su una superficie di 248 mq, nonché l’intera condotta interrata estesa tra l’impianto di depurazione e lo scarico in mare per una lunghezza di 4 chilometri.

Le ipotesi di reato contestate, in relazione alle quali sono in corso accertamenti per individuare i responsabili della situazione, vanno dall’interruzione di pubblico servizio al danneggiamento aggravato di bene pubblico con scarico a mare di cose pericolose, oltre alla limitazione dell’uso pubblico del demanio marittimo, ipotesi contemplata dal Codice della navigazione. Le opere sequestrate sono state affidate in custodia al Comune di Taranto.
Non è la prima volta che si registrano delle anomalie di funzionamento dell’impianto. Già a marzo scorso la Guardia costiera era intervenuta per bloccare una fuoriuscita abbondante fuoriuscita di fanghi dalle vasche di depurazione e il conseguente sversamento in mare, attraverso la condotta, di acque non depurate.

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