Scontri allo stadio di Via del Mare tra tifosi e forze dell’ordine: un arresto

LECCE – Uno spettacolo che poco ha da spartire con lo sport e i suoi valori quello offerto da centinaia di ultrà giallorossi che, di fronte alla delusione di aver perso l’opportunità per la squadra del Lecce di essere promossa in serie B, si sono scatenati contro i giocatori prima e, neutralizzati dalla porta blindata degli spogliatoi, contro chiunque tentasse di fermarli poi.
La contestazione sfociata in violenza è cominciata subito dopo il fischio finale dell’arbitro: 250 tifosi sono scesi dalla curva Nord e, dopo aver rotto il lucchetto del cancello che separa il campo dagli spalti, hanno invaso il terreno di gioco. Non trovando però i giocatori, già rientrati negli spogliatoi, se la sono presa con gli steward che cercavano di fermarli. Hanno colpito con calci, pugni, hanno divelto le panchine, distrutto le porte e rotto i vetri, svuotato estintori e idranti, sfasciato macchine fotografiche e telecamere.
Poi il folto gruppo di teppisti si è spostato fuori dallo stadio di Via del Mare, dove ad attenderlo c’erano centinaia tra agenti di polizia e carabinieri. Ma la violenza non si è placata: mentre le forze dell’ordine tentavano di isolare i più facinorosi con l’impiego di lacrimogeni e cariche di alleggerimento, gli ultrà con i volti coperti da sciarpe, occhiali da sole, magliette lanciavano petardi e pietre. C’è voluta più di un’ora per disperdere il gruppo di tifosi. Durante gli scontri nove agenti sono rimasti feriti, per fortuna in maniera non grave. Tra i feriti, anche un tifoso di 65 anni: spinto durante la ressa ha urtato contro un’inferriata, procurandosi un taglio allo zigomo. L’uomo, soccorso dal personale della Croce rossa e stato poi trasportato al “Fazzi”, nel reparto di chirurgia plastica.
Danneggiati anche alcuni mezzi della Polizia di Stato. In particolare una Mitsubishi Pajero appartenente al Commissariato di Nardò, dopo essere stata colpita da una pietra di grosse dimensioni che ha ne mandato in frantumi il vetro, è stata avvolta dalle fiamme sviluppatesi da un fumogeno lanciato all’interno dell’abitacolo.
In mattinata, presso la Prefettura di Lecce, si è svolta una riunione cui hanno partecipato oltre al prefetto Giuliana Perrotta, anche il questore, Vincenzo Carella, e il comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Maurizio Ferla, il procuratore capo di Lecce, Cataldo Motta, il sindaco Paolo Perrone, i dirigenti della società sportiva leccese e i responsabili del coordinamento degli addetti alla sicurezza dello stadio.
In serata è giunto il verdetto del giudice sportivo della Lega Pro che ha condannato il Lecce a giocare 4 gare a porte chiuse e a pagare un’ammenda di 15.000 euro.

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